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Wolves In The Throne Room – Recensione: Celestite

Licenziato come nuovo studio album dei Wolves In The Throne Room e in uscita sul mercato americano per Artemisia Records, “Celestite” (i dettagli), è piuttosto un esperimento che allontana il two-piece di Washington dal black metal atmosferico per approcciare a dei lidi sperimentali. La fatica di cui andremo a parlare può essere vista infatti come una rilettura del precedente “Celestial Lineage” (la recensione), del quale riprende le atmosfere e le melodie portanti, ponendole in un’ottica del tutto differente, ovvero un calderone di musica ambient ed elettronica completamente strumentale, dove per l’occasione la band non rinuncia soltanto alla voce ma anche alla batteria.

Esperimento ostico e non di facile ascolto, lo diciamo subito, ma altrettanto coraggioso e affascinante, considerando come Aaron e Nathan Weaver abbiano lasciato un segno nel panorama dell’USBM forti di un modus operandi assolutamente personale e fuori dagli schemi. E fuori dagli schemi, questo “Celestite” lo è davvero parecchio. Prodotto da Randall Dunn (Sunn O))), Earth), il disco è un intreccio di musica che si spalma su numerosi territori, abbracciando ritmi ora intensi ed evocativi, ora estremamente diluiti quasi a toccare le derive del drone. Non mancano brusche accelerazioni ne parti di chitarre cacofoniche e tanto distorte da chiamare in causa la noise, ma nel complesso vince l’estetica. Gli americani confezionano infatti degli episodi di metafisica sonora riconducibili alla melodia eterea e suadente, che trova addirittura momenti di enfasi wagneriana (“Initiation At Neudeg Alm”) ed altri invece ragionati e contemplativi, come dimostra la lunga suite “Celestite Mirrors”.

Ovvio che un simile prodotto richiede un ascolto attento e concentrato, tanto i suoni si rincorrono fluidi e caleidoscopici, stravolgendo del tutto l’arte del gruppo americano. “Celestite” è un platter interessante, di certo sulle prime può lasciare perplessi e storditi, ma ben presto il trademark della band si rende riconoscibile. Avvicinatevi all’album con cautela e altrettanta curiosità, sia che apprezziate i Wolves In The Throne Room, sia che non abbiate mai sentito parlare di loro.

Voto recensore
7
Etichetta: Artemisia Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Turning Ever Towards The Sun
02.  Initiation At Neudeg Alm
03.  Bridge Of Leaves
04.  Celestite Mirror
05.  Sleeping Golden Storm


Sito Web: http://www.wittr.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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