AAVV – Recensione: Celebrating Jon Lord

Già fare il proprio ingresso, anche solo in veste di pubblico, sotto l’imponente volta rotonda della Royal Albert Hall, è un momento emozionante; se si pensa poi il motivo per cui si è lì si dimenticano la levataccia per prendere l’aereo, il viaggio infinito da Stansted al centro di Londra (di fianco ad un anziano signore britannico in viaggio con i figli che vedeva Londra per la prima volta e che conosceva benissimo i Deep Purple) e la consapevolezza di un’altra levataccia il giorno seguente per tornare in Italia. Questo imponente lavoro ferma suoni e immagini delle oltre tre ore di concerto che si sono svolte a Londra per ricordare Jon Lord in molte sfaccettature del suo grande lavoro musicale. Per questo il palco della Hall è riempito fin da subito da un’orchestra di oltre ottanta elementi, diretta in modo impeccabile dal versatile Paul Mann, che resterà attiva per tutta la durata del concerto, ed è sempre per questo che “Celebrating Jon Lord” è una continua parata di artisti con cui Lord ha collaborato in diversi momenti della sua carriera artistica.

La prima parte del concerto, ripresa nel primo DVD, presenta gli estratti più significativi di Lord come compositore classico, ed è un viaggio nel rigore stilistico in cui intervengono a più riprese alcuni ospiti speciali, come Rick Wakeman, che rivedremo anche successivamente. Perfino il grande attore Jeremy Irons fa la sua comparsa nel finale di questa parte dello show, recitando i versi di “Afterwards”, come fatto appunto nell’album in cui è contenuto il brano originale, “To Notice Such Things”. Una breve pausa, ed è il momento del rock. La sensazione diventa quella di assistere più a una riunione di famiglia che a un concerto vero e proprio; l’atmosfera infatti si scioglie, diventa più famigliare, mentre si susseguono sul palco artisti del calibro di Bernie Marsden e Micky Moody, quasi tutti coloro che, nel corso della loro carriera, hanno incrociato il loro sentiero con quello di Jon Lord. Quello che dà più spettacolo è Glenn Hughes, che prima duetta con Bruce Dickinson su “Burn” e ne polverizza la già ottima performance, poi sfodera una serie di acuti perfetti su “This Time Around”, già contenuto in “Come Taste The Band”. Ma dove sono i Deep Purple di oggi? Fanno brevi apparizioni qua e là durante lo show, e il primo ad apparire è Ian Paice, che accompagna la moglie Jackie nel commosso momento introduttivo al concerto; poi compare anche Don Airey, e per finire la band al completo per l’ultima ora di concerto. I Deep Purple eseguono una rapida carrellata di alcuni fra i brani più significativi della loro carriera, spaziando dalla recentissima “Above And Beyond” (che non poteva mancare perché scritta apposta per ricordare Lord e che dà i brividi ogni volta che la si ascolta per la profondità del suo messaggio), fino ai grandi classici come “Perfect Strangers”, “Lazy” e “Black Night”; il tutto sempre con il raffinato accompagnamento dell’orchestra, che ad esempio inserisce l’inizio dell’Agnus Dei dall’Adagio per archi di Samuel Barber all’inizio di “When A Blind Man Cries”. Si finisce, come in tanti grandi concerti, con una grande adunata sul palco (nella quale Glenn Hughes brilla per la sua assenza) con tutti a cantare e suonare “Hush” (ebbene sì, per una volta niente “Smoke On The Water”) e con Don Airey e Rick Wakeman impegnati in un duello all’ultimo hammond, che potrebbe restare nella storia. Un concerto praticamente unico nel suo genere, insomma, con audio e immagini che meritano assolutamente di essere viste e conservate.

Voto recensore
8,5
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2014

Tracklist:

The Composer
01. Fantasia from Sarabande
02. Durham Awakes from Durham Concerto
03. All Those Years Ago (with Steve Balsamo and Micky Moody)
04. Pictured Within (with Miller Anderson)
05. Sarabande from Sarabande (with Rick Wakeman)
06. One From The Meadow (with Margo Buchanan)
07. Bourrée from Sarabande
08. Afterwards (with Jeremy Irons and Paul Mann)

The Rock Legend
01. Things Get Better (Paul Weller)
02. I Take What I Want (Weller, Moody)
03. Silas and Jerome (Phil Campbell, Ian Paice, Bernie Marsden)
04. I’m Gonna Stop Drinking (Campbell, Paice, Marsden)
05. Soldier of Fortune (Balsamo, Sandi Thom, Moody)
06. You Keep On Moving (Glenn Hughes, Bruce Dickinson, Paice, Don Airey, Moody)
07. Burn (Hughes, Dickinson, Paice, Airey, Rick Wakeman)
08. This Time Around (Hughes)

Deep Purple celebrating Jon Lord
01. Uncommon Man
02. Above And Beyond
03. Lazy
04. When A Blind Man Cries
05. Perfect Strangers
06. Black Night
07. Hush (Dickinson, Wakeman, Campbell, Marsden, Moody)


Sito Web: http://thesunflowerjam.com/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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