Burning Gloom – Recensione: Amygdala

Nonostante i Burning Gloom non siano certo dei rivoluzionari, il loro sludge/doom è quadratissimo e suonato come Dio comanda (anche se sarebbe meglio dire “come Satana”, dal momento che la musica dei nostri è alquanto luciferina). I quattro milanesi, un tempo conosciuti col nome di “My Home On Trees”, suonano una proposta filologicamente fedele ai canoni del genere, eseguita in maniera magistrale e cantata ancora meglio.

La frontwoman Laura Mancini è infatti abilissima nel destreggiarsi tra un pulito evocativo e sensuale e uno scream sibilante e maligno; i suoi compagni d’avventura non sono da meno nel tessere trame sonore dense, corpose e davvero oscure.

The Tower I” e “The Tower II” costituiscono un manifesto del doom più puro, pesante e fuligginoso; i brani dal minutaggio maggiormente sostenuto come “Eremite”, “Modern Prometheus”, “Warden” e “Obsessive-Compulsive Disorder” sono poi sempre ipnotici e lisergici. In generale anche i pezzi che si discostano parzialmente dalle coordinate principali, ovvero l’incalzante “Nightmares” e la più distesa “Beyond The Wall”, mantengono comunque una patina di tensione e inquietudine.

Questo “Amygdala” rappresenta dunque una piacevolissima sorpresa, sia la per la qualità trasmessa, sia perché alle nostre latitudini non è così comune ascoltare band che esprimono sonorità simili. Superfluo dire che d’ora in poi questi nostri connazionali andranno tenuti d’occhio, considerate le premesse più che positive comunicate dal primo album sotto il nuovo monicker.

Etichetta: Argonauta Records

Anno: 2019

Tracklist: 01 The Tower I 02 The Tower II 03 Eremite 04 Modern Prometheus 05 Nightmares 06 Warden 07 Beyond The Wall 08 Obsessive-Compulsive Disorder
Sito Web: https://www.facebook.com/burninggloom

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