Essenza – Recensione: Blind Gods And Revolutions

Quarta fatica discografica per una delle realtà heavy rock più interessanti del sud Italia (e, ad essere sinceri, non solo). Tornano gli Essenza dei fratelli Carlo e Alessandro Rizzello (rispettivamente voce e chitarra il primo, basso il secondo) e del batterista Paolo Colazzo con questo “Blind Gods And Revolutions”, che arriva a noi cinque anni dopo il precedente e riuscito “Devil’s Breath”.

Il virtuoso power trio propone un rock tosto, venato di distorsioni potenti, stacchi progressive e sferzate chitarristiche non indifferenti, come si vede subito dall’incipit dell’album, che parte, inaspettatamente, con “Plastic God” canzone praticamente tutta in mid tempo, tranne per una parte incalzante, contenente un bell’ assolo.

Più avanti, nell’ascolto si incontrano sempre più riff azzeccati e canzoni che non nascondono la propria anima, divisa tra thrash e progressive (“Bloody Spring”, ad esempio), con assoli sempre al posto e momento giusto, in perfetta coesistenza con l’economia del pezzo ed ispirati, mai invasivi o troppo lunghi e, comunque, di una levatura molto alta.

“The Fury Of The Ancient Witch”, invece, è una cavalcata furiosa e furibonda, con un riffing impressionante e una sezione ritmica davvero martellante. La seguente “Lost And Blind”, invece, si muove su binari più da hard rock classico, rievocando anche i primi Judas Priest, per soluzioni ed atmosfere (almeno nella prima parte), per poi trasformarsi in un qualcosa di più personale e vorticoso.

Bellissima intro per la ballata acustica “Seagulls In The Night” (in cui spunta anche un cajon come accompagnamento ritmico) brano molto medievaleggiante ma particolarmente ispirato. Inoltre, la conclusiva “Time” non risparmia l’ascoltatore, anzi, basandosi essenzialmente (gioco di parole non voluto) su di un unico riff, riesce a trasportarci in un turbinio di note davvero sconcertante, per l’immensa mole e per la qualità sopraffina.

Un’altra ottima prova, dunque, per il trio di Spongano (provincia di Lecce) a dimostrazione che a sud non si producono solo pizziche e tarantelle, ma anche tantissimo rock. E ascoltando “Blind Gods And Revolutions”, aggiungerei, di ottima qualità!

Voto recensore
7
Etichetta: SG Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Plastic God (An Autumn Dream)

02. Bloody Spring

03. The Song Inside

04. The Fury Of The Ancient Witch

05. Lost And Blind

06. Fight For Change

07. Seagulls In The Night

08. Time (Keep My Memories Alive)


Sito Web: essenzamanagement.com

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. MARK HUGE

    Nulla di eclatante, però onore a questi 3 ragazzi che si sbattono per portare un pò di sano heavy metal nel nostro salento costellato purtroppo dalle piaghe di pizziche , tarante , rap, regge, emma e amoroso…….li morti loru!!!!

    p.s. A Paolo ed ai fratelli consiglio di trovarsi un un cazzo di cantante con le palle!!!…senza offesa.

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  2. Sebus

    disco spettacolare sotto tutti gli aspetti, il songwriting e la tecnica di questo trio è paurosa! visti dal vivo in più occasioni, ammirabile tenacia e approccio al pubblico! consigliatissimi. p.s. seagulls in the night e the fury of… i miei pezzi preferiti!

    Reply

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