Novembers Doom – Recensione: Bled White

“Bled White” (i dettagli) è il nono studio album degli americani Novembers Doom, una band solida e dal percorso discografico privo di grosse empasse che d’altro canto sembra aver posto dei paletti a limitare ogni ipotesi evolutiva. Come già sottolineato dal nostro portale in occasione del precedente “Aphotic” (la recensione), il five-piece di Chicago propone un death metal dal sentito piglio melodico e ricco di soluzioni in chiave doom, pregno di una forte malinconia.

Attivi dal 1989, i Novembers Doom sono dunque accostabili a numerose band di settore partite da un sound simile e che nella prima metà degli anni’90 poteva rappresentare una soluzione originale e fuori dagli schemi di allora. Parliamo di Amorphis, Katatonia, Opeth, The Gathering, solo per citarne alcuni. Gruppi che tuttavia, nel corso del tempo hanno saputo elaborare nuovi elementi da accostare al sound primigenio, oppure stravolgerlo del tutto. Orgogliosamente immobili, i Novembers Doom hanno preferito invece continuare su questa strada, dimostrando ottime abilità sul versante compositivo ma eludendo del tutto un fattore sorpresa.

Anche “Bled White” segue dunque lo stesso sentiero ormai battuto da venticinque anni, ma lo fa nel migliore dei modi. “Bled White” è un album che nonostante tutto riesce ad emozionare attraverso melodie semplici ed efficaci e grazie al mantenimento di un mood drammatico e teatrale. La titletrack posta ad aprire l’album alterna momenti veloci e tellurici (che a tratti chiamano alla memoria gli Asphyx) ad altri melodici e ragionati, capaci di entrare subito nelle corde dell’ascoltare. Qui, l’uso di strumenti come la chitarra acustica oppure la voce pulita, creano dei chiaroscuri autunnali dall’estetica inappuntabile. Un modus operandi ben fermo che si ripete all’ascolto, per quanto una delle due facciate tenda a prevalere sull’altra, come dimostrano ad esempio “Unrest”, ben più muscolare e sferzante e, per contro, la delicata “Clear”, un tenue acquarello dai colori freddi. Un brano più lungo e sperimentale come “The Silent Dark” chiude l’ascolto giocando anche lievi tentazioni ambient e sintetiche, ovviamente circoscritte al consueto bacino espressivo del gruppo.

Pur senza sorprese, “Bled White” conferma la solidità e il valore di un ensemble che ha fatto della sicurezza il proprio credo.

Voto recensore
7
Etichetta: The End Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Bled White
02.  Heartfelt
03 . Just Breathe
04.  Scorpius
05.  Unrest
06.  The Memory Room
07.  The Brave Pawn
08.  Clear
09.  The Grand Circle
10.  Animus

11.  The Silent Dark


Sito Web: http://www.novembersdoom.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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