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In This Moment – Recensione: Black Widow

Andiamo dritti al sodo: vi è piaciuto “Blood”? E allora vi piacerà anche “Black Widow”.
Gli In This Moment tornano sulle scene con il quinto album che, volendo semplificare il tutto, non è altro che una sorta di chapter numero due del precedente, ben accolto da fans e critica, nonostante l’esasperata ricerca elettronica che ha sì sporcato il sound, ma ha contribuito anche a dare una nuova impronta alla band.
Di fatto, la stessa Maria Brink ha affermato di aver sofferto del blocco dello scrittore nel momento in cui c’è stato da mettersi attorno ad un tavolo e concepire, metaforicamente, il nuovo album. E allora, la parola d’ordine è stata “prudenza”.
Black Widow” è una copia ben riuscita di “Blood” , ma dalla sua, ha ulteriori spunti interessanti che fanno capire quanto la band sia ancora nel pieno della fase delle sperimentazioni.
Se vogliamo, quest’album risulta più teatrale o, meglio ancora, cinematografico per le indiscusse doti melodrammatiche della Brink nell’interpretazione di ogni pezzo. Ne sono esempi “Dirty Pretty”, dove vi è un chiaro riferimento a Jessica Rabbit, la titletrack “Black Widow” con atmosfere da documentario in bianco e nero prima di arrivare all’apice dell’electro.

E poi ancora “Natural Born Singer”, che potrebbe essere davvero cool se non peccasse di eccessiva assonanza con la famosa “Whore”, esattamente come purtroppo accade con il singolo apripista “Sick Like Me”: qui la somiglianza con la hit “Adrenalize” è evidente ad un orecchio abituato a questo tipo di sonorità ed il fatto che il video sia ancora una volta centrato sulla figura esplosiva di Maria Brink, certo non aiuta a distogliere la mente dall’inevitabile paragone.
Quando ormai sembra tutto perso, ecco che gli In This Moment ti piazzano il carico da 90, facendoti aggrottare la fronte e con violenza si prendono la tua attenzione.
Se, a modesto parere di chi scrive, nel pezzo “Sexy Metal Barbie” ci si aspetta che da un momento all’altro salti fuori Nicki Minaj, se ci si incanta nell’ascoltare l’amplesso musicale che ne deriva in occasione di “Sexual Hallucination” (il duetto con Brent Smith – Shinedown), se, ancora, si cerca di capire se “Big Bad Wolf” possa essere una bonus track di “The Path Of Totality” dei Korn, ecco che arriva, sempre a modesto parere di chi scrive, la canzone più convincente dell’album: “The Fighter”. Si tratta della ballad piano/voce che a poco a poco sfocia in un’atmosfera quasi epica, coadiuvata dagli archi che aiutano a rimarcare la magia dell’insieme. Proprio come accade nel brano di chiusura “Out Of Hell”: anche qui piano, voce e qualche sirena di autoambulanza…

In fondo Maria lo sa che potrebbe fare un album solamente così, senza ulteriori orpelli o stregonerie elettroniche varie.
Ci stanno le sperimentazioni, ci stanno i nuovi sound; l’importante è che non si lasci troppo a distanza la scia madre che ha fatto degli In This Moment la band eclettica che oggi, grazie a “Blood”, può ancora campare di rendita.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Atlantic Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Infection
02. Sex Metal Barbie
03. Big Bad Wolf
04. Dirty Pretty
05. Black Widow
06. Sexual Hallucination
07. Sick Like Me
08. Bloody Creature Poster Girl
09. The Fighter
10. Bones
11. Natural Born Sinner
12. Into The Darkness
13. Out Of Hell


Sito Web: www.inthismomentofficial.com

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