Winger – Recensione: Better Days Comin’

Come sempre l’arrivo del nuovo album degli Winger è permeato da un’aura di attesa da chi segue con interesse la carriera della band americana, capace negli anni d’oro di strizzare l’occhio al mainstream e in quelli a seguire di continuare a dire, esprimere ed inventare, come gruppo o sotto il monicker del leader Kip Winger, cose molto più singificative dei propri colleghi di categoria (AOR? Melodic Hard Rock? Qualcosa di più, probabilmente). Sempre perfettamente riconoscibili nella loro proposta musicale, pure gli Winger decidono di accentuare in “Better Days Comin'” le ruvidità ed il groove tipici di quel blues che è sempre stato in qualche maniera sottotraccia – almeno dalla reunion con “IV” – e che in pezzi come la title track diventa protagonista, salvo poi sbociare in un chorus solare.

Com’è giusto che sia e a dimostrazione di un’ecletticità che sfida l’apparenza la band, trascinata da Reb Beach, mostra anche di saper spingere sull’acceleratore: è il caso di “Rat Race” (il titolo non è un caso) e della diretta “So Long China”, forse uno dei pezzi più semplici del lotto. Il pezzo più vicino al tradizionale repertorio della band si chiama “Queen Babylon”, mentre in “Tin Soldier” si affaccia un gusto quasi prog, perfettamente supportato dalle doti tecniche e dalla versatilità dei musicisti: Beach e Morgenstein svettano su tutti, ma pure le tastiere dello stesso Kip Winger contribuiscono non poco alla riuscita di un pezzo tanto complesso quanto intenso. “Ever Wonder” è figlia della carriera solista del leader della band ed è senz’altro uno degli episodi più emozionanti, con quella vena malinconica di cui la voce di Winger sa essere perfetta e credibile espressione. Splendida anche la conclusiva “Out Of This World”, conclusa da un assolo sognante di Reb Beach, e anche se in mezzo ci sono pezzi più ordinari proprio l’esperienza e la qualità tecnica, oltre alla passione, tengono sempre vivo l’album. La sofferenza palpabile di “Storm In Me”, anche in questo caso trasmessa in primis dalla voce di Winger, è l’ennesima dimostrazione di una band molto diversa da quelle assieme alle quali è solitamente categorizzate.

Una band capace di andare in profondità e lasciare solchi nell’anima, magari in maniera meno immediata e più farraginosa che in passato, ma sicuramente autentica.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers

Anno: 2014

Tracklist:

01. Midnight Driver Of A Love Machine
02. Queen Babylon
03. Rat Race
04. Better Days Comin’
05. Tin Soldier
06. Ever Wonder
07. So Long China
08. Storm In Me
09. Be Who You Are, Now
10. Another Beautiful Day (deluxe edition bonus track)
11. Out Of This World


Sito Web: http://www.wingertheband.com/

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. GIULIO B

    AD APRILE 2014 ATTENDEVO 3 USCITE DISCOGRAFICHE: GOTTHARD, HEAT E WINGER
    DEVO DIRE CHE QUEST’ULTIMO, DI CUI NUTRIVO MENO ASPETTATIVE (VISTO ANCHE IL NON ECCELSO SINGOLO RAT RACE), E RISULTATO IL PIU SORPRENDENTE DEI 3.
    LA TITLE TRACK, LA BELLISSIMA EVEN WONDER, TIN SOLDIER, SO LONG CHINA, E SOPRATTUTTO LA FANTASTICA OUT OF THIS WORLD SONO CANZONI DI OTTIMA LEVATURA.
    BEL RITORNO: GRANDE KIP!

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  2. Capitan Andy 74

    ….mi piace sempre meno la direzione intrapresa da questa grande band che seguo dagli ormai lontani (ahime) anni 90!!!…ascoltando questo nuovo album mi sembra di vedere chiaramente una identita’ personale compromessa da troppi modernismi e come su IV e karma una mancanza di brani veramente riusciti….veramente troppo poche le belle canzoni su questo album…mi andro’ a riascoltare i primi tre must album che rappresentano il massimo dell’ispirazione di kip e soci!!! i’m sorry!!!

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  3. cliraus

    album orribile ); ma cm si fa a darli 7 e mezzo?! ma che il recensore vada a zappare la terra ): le uniche canzoni che meritano davvero sn l’ultima e uno dei singoli rat race il resto è merda allo stato puro ma è un offesa per la merda!

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