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Orange Goblin – Recensione: Back From The Abyss

Gli Orange Goblin sono ormai una garanzia. Vent’anni di carriera e nessun mutamento nella line-up, fanno dei londinesi una band solida che ritroviamo sempre con grande piacere. Il nuovo studio album (e siamo a quota otto) “Back From The Abyss” (i dettagli) non fa altro che ricalcare l’heavy/rock polveroso e grezzo del precedente “A Eulogy For The Damned” (la recensione), ma non avrebbe senso cambiare questa formula rodata quando ogni volta si accomuna ad un song-writing  fresco e intrigante.

Certo gli esordi più elaborati e psichedelici sono lontani e gli Orange Goblin del nuovo millennio hanno abbracciato un sound grintoso e compatto che tuttavia non tralascia una componente melodica a base di refrain tosti e coinvolgenti, tra i quali si agita il fantasma dei Motorhead. Che la band di Mr. Kilmister sia stata fondamentale nel percorso evolutivo dei nostri è palese e l’album non manca di regalare un sincero omaggio ai concittadini attraverso ritmiche spigolose e quadrate, chitarre toste e riverberate e la prova aggressiva, potentissima, del bravo vocalist Ben Ward.

Si comincia con un brano trascinante e di presa come “Sabbath Hex” (guarda QUI il video) che invita subito all’headbanging  grazie a un refrain davvero indovinato e ai tappeti di riff tessuti da Joe Hoare, mattatore del platter che sembra essersi ripreso alla grande dall’incidente occorsogli proprio in Italia lo scorso anno. L’ascolto prosegue tra bluesacchi sporchi e desertici come l’ottima “Demons Blues”, introdotta da un piacevole passaggio acustico e momenti al fulmicotone dove si percepisce la gretta vena southern che contraddistingue i londinesi. Parla per noi uno dei brani migliori del lotto, quella “Heavy Lies The Crown” che inanella ritmi doomish a formare un flavour epico ed emozionante, insieme a “Titan”, altro episodio granitico e a “Bloodzilla”, un hard’n’heavy spigoloso che di nuovo chiama in causa i Motorhead.

Senza dare scossoni alla propria essenza, gli Orange Goblin si dimostrano al solito maestri nel miscelare la tradizione doom inglese a lidi blues e hard rock con una competenza che davvero ha pochi rivali.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Candlelight Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Sabbath Hex
02.  Ubermensch
03.  The Devil’s Whip
04.  Demon Blues
05.  Heavy Lies The Crown
06.  Into The Arms Of Morpheus
07.  Mythical Knives
08.  Bloodzilla
09.  The Abyss
10.  Titan
11.  Blood Of Them
12.  The Shadow Over Innsmouth


Sito Web: http://www.orange-goblin.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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