Infernal War – Recensione: Axiom

Era da un po’ di tempo che non avevamo notizie degli Infernal War, band polacca formatasi nella seconda metà degli anni’90 e dedita a un’ibridazione tra death e black metal sulla scia dei connazionali Behemoth, che negli Infernal War sembrano aver lasciato una sensibile impronta, in particolare dal loro periodo mediano. Se i Behemoth sono però stati capaci di evolversi nel corso del tempo, questo intransigente five-pice è invece rimasto legato a una concezione tradizionale di musica estrema e di fatto, nonostante il lungo iato trascorso, il nuovo “Axiom” non propone nessuna differenza rimarcabile rispetto all’ultima testimonianza “Redesekration”, risalente ormai al 2007.

Prodotto e missato da M. (Mgła, Kriegsmaschine) presso i No Solace Studios, “Axiom” è senza dubbio l’album più curato della band dal punto di vista della registrazione e degli arrangiamenti, ma per il resto, al di là di una tecnica individuale inappuntabile, sono davvero poche le idee che emergono all’ascolto. Non si può assolutamente criticare il mestiere dei nostri, musicisti dotati di un bagaglio esecutivo superiore, ma nonostante il nostro impegno nel considerare l’ottima prova formale (in particolare il lavoro delle chitarre di Triumphator e Zyklon e della batteria di Stormblast), “Axiom” non convince perchè inanella una serie di tracce simili l’una all’altra ed estremamente prevedibili.

Presi singolarmente i brani piacciono per la loro imponenza e velocità di esecuzione, con suoni pesanti e puliti a mantenere stabilmente positivo l’aspetto del disco in fase di produzione, ma è anche vero che proseguendo nell’ascolto ci si annoia per una quasi totale mancanza di variazioni ritmiche, con pezzi che a parte alcuni sinistri rallentamenti (per di più sporadici), non presentano davvero differenze sensibili l’uno con l’altro. Certo episodi come “Into Dead Soil” e “The Parallel Darkness” (la prima fa salire sugli scudi le sopraccitate prove) colpiscono per la loro intransigente solidità e per le esecuzioni impeccabili ma è la visione d’insieme che proprio non convince.

Chi è avvezzo al sound monolitco e murato di alcune band connazionali degi Infernal War (Thunderbolt, Voidhanger e gli stessi Kriegsmaschine) potrebbe comunque trovare spunti positivi in questo “Axiom”, un album a cui l’assalto frontale non manca di sicuro. Per tutti gli altri, inutile specificare come il mercato discografico sia pieno di alternative.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Coronation
02. Militant Hate Church
03. Into Dead Soil
04. Paradygmat
05. Nihil Prayer
06. The Parallel Darkness
07. Transfigure
08. Eater Of Hope
09. Camp 22
10. No Forgiveness
11. Axiom


Sito Web: https://www.facebook.com/infernalwar

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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