Rustless – Recensione: Awakening

I Vanadium, storica entità dell’hard rock italico, sono ancora qui tra noi, sotto la forma elegante dei Rustless, che vedono la presenza di Steve Tessarin, Ruggero Zanolini e Lio Mascheroni, rinforzati dal giovanissimo bassista (19 primavere!)  Andrea Puttero e dalla voce impeccabile di Roberto Zari, incrocio suggestivo tra i picchi vocali di Geddy Lee e la grinta portentosa del giovane Ian Gillan.

I Rustless pubblicano il loro debutto nel 2008 e tra alti e bassi fisiologici sono arrivati con “Awakening” al quarto album, dotato di una copertina molto suggestiva e moderna, con tanto di “ringiovanimento” anche del logo.

Con il nuovo lavoro vediamo una band sempre in palla e notevolmente ispirata, sempre debitrice a nomi storici come Deep Purple, Rainbow, Rush, Uriah Heep, quindi portatrice di un hard rock classico ma con qualche spunto progressive e più meditato ed un suono tagliente e fresco del tutto immerso nei giorni d’oggi. I Rustless sono assolutamente un gruppo dal respiro internazionale e degni di essere comparati ad altri immortali come i già citati Heep ed il loro ottimo “Living The Dream”, e Awakening vince soprattutto con un lotto di canzoni ben strutturato e di livello sempre ben sopra la media. Un disco di gran classe e da assaporare con molti ascolti.

Andando nello specifico, le danze iniziano con la title track, chiaramente ispirata a “Perfect Strangers”, con un pizzico di incisività in più sulle chitarre, mentre “Message To God” ha una atmosfera drammatica e vede la sei corde di Tessarin in grandissimo spolvero. Si cambia registro completamente con il “riff” di pianoforte ed il ritmo dondolante di “Heart’s On Fire”, un grande pezzo di pomp rock unito ad un pizzico di Toto Style.

“Invisible” è più essenziale e purpleiana ma sempre molto fresca e dinamica, con un Zari molto in palla ed un notevolissimo intervento tastieristico di Zanolini, doppiato da una chitarra da sogno del magico Steve. “Light Into Pain” è meditata e cadenzata e dà la possibilità a Roberto Zari di offrire una prestazione di grande espressività. Alla faccia della vecchiaia, I Rustless alzano la velocità in “Tell Me” e soprattutto nella roboante “I Wanna Rock You”, per poi offrirci la classica ballatona acustica di “What Kind Of Love”, perfetta dalla prima nota all’ultima e con una lieve nota malinconica e quasi Pink Floydiana.

Chiusura del disco all’insegna del prog con la psichedelica “Ride With The Wind” e soprattutto la avvolgente suite “Take The Sun”, tutta da gustare come un vino invecchiato e molto raro.

Concludendo, abbiamo un grande band tutta italiana ed un “Awakening” che mostra classe ed una sempiterna passione. Buon ascolto a tutti!

Etichetta: Buil2Kill Records

Anno: 2019

Tracklist: 01.Awakening 02.Message to God 03.Heart’s on Fire 04.Invisible 05.Light into Pain 06.I Wanna Rock You 07.What Kind of Love 08.Tell Me 09.Ride with the Wind 10.Take the Sun
Sito Web: https://www.facebook.com/pg/Rustlessofficial/

Antonino Blesi

view all posts

Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login