Dream Theater – Recensione: Awake

Dopo un album rivoluzionario e unico come “Images And Words” (e senza dimenticare il seminale esordio “When Dream And Day Unite”) i Dream Theater, reduci dai loro primi due tour mondiali, realizzarono un altro album immenso per contenuti artistici (e durata).

Per molti “Awake” è il miglior lavoro della band newyorkese ma noi cerchiamo di non scendere in meri discorsi di classifica, segnalando semplicemente due fatti pressoché inconfutabili: 1) questo è l’ultimo lavoro col tastierista Kevin Moore che aveva fino ad ora caratterizzato più di quanto si pensi le sonorità open minded di inizio carriera e 2) diverrà forse l’album più influente del movimento prog metal che andrà a svilupparsi proprio dal 1994 in poi, sia in America che in Europa.

I suoni sono nettamente più secchi e metal, già a partire dal delirio ritmico di “6:00” con un James LaBrie molto più aggressivo che in passato (e forse ad un livello come non lo ritroveremo più negli anni a venire); “Caught In A Web” sintetizza molto bene il nuovo suono di Portnoy e compagni, suono che verrà estremizzato ulteriormente in album come “Train Of Thought” e “Systematic Chaos” (la recensione). In questo pezzo non mancano però aperture melodiche in netto contrasto con la generale pesantezza dell’album riprese anche ad esempio in “Innocence Faded” o “Lifting Shadows Off A Dream”; dopo “The Yste Jam” ritorna anche uno strumentale di chiara scuola Rush, “Erotomania”, ad incastonarsi perfettamente nei saliscendi di “Awake” che secondo il sottoscritto contiene uno dei capolavori mai giustamente considerato dei Dream Theater, vale a dire quella “Scarred” che al suo interno sintetizza quanto di meglio fatto da questi rinomati musicisti, con un John Petrucci che sciorina una serie di stili che sembrerà poi “dimenticare” nel resto della sua carriera.

Un lavoro assolutamente da possedere anche a chi non perde la testa per le sonorità prog metal perché siamo sicuri potrà trovare il proprio “punto d’ingresso” per godere di tanta grazia.

Etichetta: East West Records America

Anno: 1994

Tracklist:

01. 6:00

02. Caught In A Web

03. Innocence Faded

04. Erotomania

05. Voices

06. The Silent Man

07. The Mirror

08. Lie

09. Lifting Shadows Off A Dream

10. Scarred

11. Space-Dye Vest


Sito Web: http://www.dreamtheater.net

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. andrea

    Questo a mio parere è il più grande album della storia Prog Metal!!!!!! Tecnico ma emozionante, duro ma melodico, con una produzione strepitosa!

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  2. andpec

    Album fantastico. Inferiore solo a “Scenes from a memory”. Lie, The mirror e Space-dye vest pazzesche!

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  3. Davide Forcina

    In assoluto il mio preferito dei DT

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  4. Pozzu Barone Omungus

    enorme Voices, album non meno che epico

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