Deftones – Recensione: Around The Fur

Anno 1997, il Nu-Metal è in piena ascesa e i Deftones dopo “Adrenaline” (leggi qui la recensione) tirano fuori uno dei loro migliori album di sempre, ovvero “Around The Fur”. Impossibile muovere critica alcuna nei confronti di una release di tale portata, i Nostri esprimono qui la stessa rabbia che aveva caratterizzato il loro esordio, ma con un sound già più evoluto, con parti melodiche accattivanti e tiratissimi riff che accompagnano la voce di Chino Moreno in screamings efferati.

Dall’album vengono estratti due singoli, ovvero “My Own Summer (Shove It)” e “Be Quiet And Drive (Far Away)”, ovvero due esempi lampanti della doppia anima del combo: da una parte abbiamo uno degli incipit migliori che si siano mai sentiti in album del genere, forte di un riff strimpellato da chitarristi di mezzo mondo, mentre nel secondo caso ad emergere è il lato più melodico: il lavoro svolto da Stephen Carpenter alla chitarra è eccelso, accordi ariosi creano melodie sognanti e fanno da giusto sostegno ai ricami vocali del già citato singer.

Non sono solo questi due brani a rendere “Around The Fur” uno dei migliori dei Deftones, perché ogni singola traccia racchiude in sé l’essenza stessa del gruppo, basti pensare all’incedere ansiogeno di “Ihabia”, con la voce sussurrata di Chino che esplode in uno dei più sofferti chorus del lotto; “Mascara”, con le sue melodie suadenti ed il finale che, come una fiamma che lentamente si spegne, si collega con la seguente “Around The Fur”, qui, come nella traccia d’apertura, a dare il La ci pensa il drummer Abe Cunningham, sempre preciso e metodico nelle ritmiche, un’alternanza tra passaggi morbidi e sfuriate che culminano nell’ultimo frangente che detona come una carica di tritolo fino all’ultima battuta. Sulla stessa lunghezza d’onda “Rickets”, a farla da padrone è il palm muting dell’onnipresente Carpenter, sostenuto da una sezione ritmica arrembante, coinvolgente, mentre “Dai The Flu” è tra tutte la traccia che più si avvicina a quello che sarà poi il cammino della band nella sua evoluzione musicale; da citare anche “Head Up”, che vede la presenza anche di Max Cavalera, ben riconoscibile sia dal riff portante dal sapore Soulfly, che nelle vocals ruvide che da sempre lo contraddistinguono.

“Around The Fur” conserva e sviluppa, come già detto, la rabbia contenuta nell’album d’esordio, rappresenta però, di fatto, l’ultimo full length che i Deftones hanno realizzato seguendo questo stampo, in quanto già il successivo “White Pony” risulterà essere più strutturato e sofisticato, stabilendo quello che sarà il percorso che li porterà alla pubblicazione di lavori decisamente più Rock che Nu-Metal.

Etichetta: Maverick/Warner Bros

Anno: 1997

Tracklist:

01. My Own Summer (Shove It)
02. Lhabia
03. Mascara
04. Around the Fur
05. Rickets
06. Be Quiet and Drive (Far Away)
07. Lotion
08. Dai the Flu
09. Headup (ft. Max Cavalera)
10. MX (+ Bong Hit + Damone)


Sito Web: http://www.deftones.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Nu Metal Head

    ragazzi, una delle perle assolute del genere… da brividi lungo la schiena… voto: 9

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