Header Unit

Atriarch – Recensione: An Unending Pathway

L’autore di questo articolo ha conosciuto gli Atriarch due anni fa in occasione dell’ottimo “Ritual Of Passing” (la recensione). All’epoca le note promozionali del gruppo fecero enfasi sul fatto che esso annoverasse tra le proprie fila Damon Kelly, figlio del più celebre Scott, master mind dei Neurosis. Ora Kelly Jr. non è più parte della band e il nuovo “An Unending Pathway” (i dettagli) è qui a dimostrare che la bontà dell’album non era dovuta soltanto alla sua presenza.

Il four-piece dell’Oregon è come di consueto foriero di un ibrido monolitico e oscuro, un’abrasiva miscela di black metal, doom, tentazioni postcore e retaggi che arrivano da un death rock d’annata. L’opener  “Entropy” mostra subito quest’ultima facciata grazie alla voce secca e sardonica di Lenny Smith e alle chitarre che ricalcano quelle pungenti distorsioni tipiche del post-punk; ma ecco, quando meno ce lo aspettiamo, che il pezzo assume una natura estrema trasformandosi in un macigno che rotola distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino. Entriamo nei territori di un black/doom asfittico e penetrante, durissimo, dove il vocalist si prodiga in un growling disumano.

L’ascolto sembra anche tributare quanto la band ha assimilato dai Celtic Frost, che per certi versi si possono considerare dei padri spirituali. Le sensazioni ritualistiche e arcane che li distinguevano sono qui richiamate in episodi come “Revenant”, che al pari della citata opener parte con un andamento melodico di natura sperimentale per poi dissolversi nel finale lentissimo e dai suoni estremamente compressi. Notevole anche “Rot”, che inizia con atmosfere funeree e voce sussurrata, evolvendo poi in un brano granitico dove le percussioni si fanno viepiù pesanti ed ossessive, nonché “Allfather” (che potete ascoltare QUI), altro episodio che si snoda su una lentezza onirica, assumendo le forme di una diabolica liturgia nel cantato teatrale.

Gli Atriarch confermano dunque le grandi potenzialità della loro creatura musicale. Vero è che il fattore sorpresa va progressivamente calando, ma il songwriting resta saldamente sopra la media.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Entropy
02.  Collapse
03.  Revenant
04.  Bereavement
05.  Rot
06.  Allfather
07.  Veil


Sito Web: https://www.facebook.com/AtriarchOfficial

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login