Abnormal Thought Patterns – Recensione: Altered States Of Consciousness

Si scrive Abnormal Thought Patterns ma si deve leggere Zero Hour! Così come per i Cynthesis (che si segnalavano anche per la presenza del cantante originale Erik Rosvold e dell’attuale batterista degli Enchant, Sean Flanagan) questa nuova entità musicale è infatti l’incarnazione della cult prog metal band americana facente capo ai gemelli Tipton i quali non cambiano di un grammo la sostanza della loro concezione musicale continuando a sciabordare scale su scale in un delirio shred dal discutibile senso melodico; la differenza rispetto ai primi anni Duemila è il fatto che “Altered States Of Consciousness” si vada ad inserire in un nuovo filone come quello “djent” che ha preso naturalmente piede negli ultimi anni ed è innegabile come lo stile di questi musicisti della Bay Area tenda in maniera quasi naturale verso di esso.

Nocturnal Haven” ricorda sia il Marty Friedman solista che qualcosa dei Cacophony unito ad un riff simil Korn; l’ospite Tommy Rogers dei Between The Buried And Me non aiuta ad elevare un pezzo abbastanza sconclusionato di cui dobbiamo anche sorbirci la versione strumentale pur se questa, con l’apporto di Jeff Loomis, risulti più interessante.

In generale la proposta risulta glaciale da quanto sia distaccata; “Synesthesia” ospita addirittura due bassisti deluxe come Michael Manring e John Onder ma come sempre tutta l’attenzione è incentrata sul passaggio ad effetto piuttosto che alla ricerca di un coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore il che inficia ogni probabilità di poter affibbiare un giudizio numerico positivo.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Lifeforce

Anno: 2015

Tracklist:

01. Distortions Of Perception
02. Nocturnal Haven
03. Blindsight
04. Synesthesia
05. Delusions
06. Nocturnal Haven (instrumental version)
07. Subliminal Perception


Sito Web: http://www.abnormalthoughtpatterns.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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