Pentagram – Recensione: All Your Sins: Video Vault

(Quasi) contemporanei ai Black Sabbath ma privi delle fortune che toccarono all’act di Birmingham, i Pentagram di Bobby Liebling, classe 1971, rientrano a tutti gli effetti tra i padri fondatori del doom metal. Protagonisti di una storia travagliata, tra i cambi continui di una delle line-up più instabili al mondo e divergenze contrattuali, i Pentagram hanno attraversato più di quattro decenni di musica, contribuendo a gettare i semi sonori del doom ma anche a demarcarne l’attitudine, grazie al loro immaginario iconografico vagamente gotico e alla forte presenza dell’eclettico Bobby.

In attesa che Peaceville pubblichi il successore di “Last Rites” (2011), che dovrebbe vedere la luce durante l’estate, ecco un vero e proprio regalo per i die hard fans dell’ensemble di Washington D.C. “All Your Sins” (titolo che riprende uno dei brani più noti dei nostri, leggi QUI i dettagli) è un monumentale documentario che in oltre sette ore di musica racconta la band on stage tra video di repertorio (completamente restaurati) e altri inediti, ripercorrendone la carriera dal 1983, senza tralasciare dunque il periodo Death Row (seconda incarnazione del gruppo) ad oggi.

La qualità audio/video del primo disco non è sempre eccelsa, eppure lì è contenuto (almeno a giudizio di chi scrive) il meglio del gruppo, grazie a gemme di oscurità che difficilmente saranno ripetute. I tempi cambiano, questo è vero, ma vedere l’ensemble nella sua formazione storica trascinato da un Liebling istrionico e attoriale, davvero non ha prezzo. E se il secondo dischetto presenta invece una cura maggiore da un punto di vista tecnico (consideriamo anche come il materiale sia più recente), non sempre l’alchimia tra il passato e il presente della band funziona al meglio, ma forse queste sono solo parole di un nostalgico sostenitore dei loro anni d’oro.

Fa comunque piacere osservare come quel magrissimo signore di 61 anni sia ancora un animale da palco e nei suoi occhi strabuzzati sia riflessa tutta la magia (nera) e la grinta dei Pentagram. Un must have per i sostenitori incalliti dell’ensemble americano.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2015

Tracklist:

Disc 1:

01.  Death Row Live at the Silver Fox – 1983

02.  CBGBs – 1985

03.  The Seagull Inn – 1985

04.  The Hung Jury Pub – 1987

05.  9:30 Club – 1993

Disc 2:

01.  The Paragon – 1993

02.  The End – 2010

03.   John Dee, Oslo – 2012

04.   The DNA Lounge – 2014


Sito Web: https://www.facebook.com/pentagramusa

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login