Gunfire – Recensione: Age Of Supremacy

I Gunfire sanno centellinare con cura le loro release ma quando decidono di far uscire una nuova release non sbagliano; infatti sia l’EP del 1984 “Gunfire” che “Thunder Of War” del 2004 erano due ottimi esempi di heavy metal veloce, diretto e senza fronzoli, caratterizzato da una linea ritmica precisa, un singer di ottimo livello e chitarre mozzafiato.

Il nuovissimo album “Age Of Supremacy” non cambia le carte in tavola ma ci propone per la prima volta la band di Ancona con alcuni brani decisamente più elaborati e meno immediati rispetto al passato, come ad esempio “Voices From A Distant Sun” (undici minuti e rotti) ed “Exodus” (dieci minuti), pezzi che per esser apprezzati vanno ascoltati più volte e che non fanno diventare i Gunfire una band di progressive ma che sicuramente ne ampliano la gamma compositiva

Molto interessante è anche il concept dell’album, un vero e proprio romanzo di fantascienza suddiviso di dieci capitoli. La storia inizia dall’esodo degli abitanti della Terra che dopo un millennio si sono divisi in due comunità, gli “Heron” e i “Mossh”. Le due fazioni, a causa di incomprensioni, abbandonano la pace e la prosperità del primo periodo e cominciano a farsi la guerra. E’ chiarissimo che in questo racconto vi siano dei chiari riferimenti alla realtà che viviamo tutti i giorni.

Per quanto riguarda le canzoni i Gunfire iniziano subito con grandissima grinta grazie a “War Extreme”, brano granitico di classico metal e la power oriented “Man And Machine” che sa miscelare alla perfezione grinta e melodia. Ottime in quest’ultima song, le partitura di chitarra di Luca e Marcello.

Altri pezzi che esaltano i nostri sono prima di tutto l’elaborata “Superior Mind”, una delle song che, grazie alle sue superbe aperture melodiche mette in mostra l’abilità del singer Roberto “Drake” Borrelli (unico sopravvissuto della band originaria fondata nel 1981) e poi anche “Fire In The Sky”, un assalto power-speed di ottimo livello (ottimo l’assolo di chitarra e il fraseggio con gli altri strumenti).

Un cenno anche per l’ottima “Hammer Of God” in cui si fa notare anche il bravo bassista Michele Mengoni.

A questo punto possiamo solo sperare che questo ritorno dei Gunfire sia un nuovo punto di partenza che conoscerà tanti altri interessanti capitoli (senza magari aspettare altri dieci anni).

Voto recensore
7,5
Etichetta: Jolly Roger Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Prelude
02. War Extreme
03. Man And Machine
04. The City Of Light
05. The Hammer Of God
06. Voices From A Distant Sun
07. The Wizard
08. Superior Mind
09. Fire In The Sky
10. Exodus


Sito Web: http://www.gunfire.it/

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