Majestica – Recensione: Above The Sky

Debutto da far tremare i polsi per i Majestica, nuova incarnazione dei Reinxeed, che con “Above The Sky” strappano l’occasione della vita con la Nuclear Blast. Il trio svedese è capitanato da una faccia nota al grande pubblico metallico, da quel Tommy Johansson chitarrista dei conterranei Sabaton.

L’inizio è assolutamente power metal con la title track “Above The Sky”, mix tra Helloween, Gamma Ray  e “certi” Stratovarius che mette subito in chiaro le influenze dei Majestica. La canzone funziona e picchia decisa dall’inizio alla fine, in una manciata di minuti sgrana il classico rosario della “band power metal media”: batteria pirotecnica (dietro le pelli infatti c’è Uli Kusch) , chitarre ultra melodiche e voce altissima (buona la prestazione di Tommy Johansson).

A rendere “leggermente” più personale la proposta una certa propensione nordeuropea nel costruire linee melodiche impattanti. In più di una occasione mi è sembrato di sentire echi “Royal Hunt”, con i fraseggi di tastiera a ricreare emozioni tipiche della band di André Andersen. Dai colori teutonici invece “The Rat Pack” che sintetizza Gamma Ray e primissimi Edguy in poco più di quattro minuti.

Il bignami storico prosegue con “Mötley True” e “The Way To Redemption”, con la seconda ancora più estrema nel seguire i canoni power di un paio di decenni fa. Di tutt’altra pasta “Night Call Girl”, canzone dalle fortissime influenze A.O.R. e dal delizioso chours che vi si attaccherà alla pelle. La canzone più riuscita di tutto l’album.

L’album si avvia verso la fine con le ultime canzoni del lotto, “Future Land” prima inganna con i primi secondi in stile “cartoni animati giapponesi” (Chi di voi si ricorda della sigla di Prince Valiant?) per poi scorrere via senza impressionare più di tanto. “Father Time” è invece uno strano Frankestein musicale: prima quasi ballad pianistica, poi accelera impazzita (compreso un momento delirante in stile folk/punk) colpendo di sorpresa più di una volta. Divertente.

Ultima tappa per “Above The Sky” la lunga “Alliance Forever”, invero piuttosto canonica e poco impattante per chi ascolta. Si poteva fare di meglio.

La qualità dei brani non si discute, ma a livello squisitamente compositivo non aggiunge niente di rivoluzionario, si diverta a “rivestire” di una nuova patina una materia già nota da tempo. C’è qualcosa di sbagliato in questo? In linea puramente teorica no, ma dobbiamo considerare anche una certa vetustà nell’affrontare un genere quasi impermeabile a modifiche sostanziali. Un power metal refrattario a rivoluzioni e sconvolgimenti epocali, ecco quanto troverete in “Above The Sky”. Buone canzoni, quello sì, ma per trovare qualcosa di personale o vagamente innovativo passate altrove.

Un disco per “ricordare i bei tempi passati”, quando il power metal europeo sfornava dischi ogni ora. Gradevole e pensato per tutti gli appassionati del genere, per tutti gli altri forse superfluo. Album da macchina del tempo.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 1. Above The Sky 5:51 2. Rising Tide 5:28 3. The Rat Pack 4:05 4. Mötley True 8:18 5. The Way To Redemption 5:26 6. Night Call Girl 4:43 7. Future Land 5:46 8. The Legend 4:06 9. Father Time 4:25 10. Alliance Forever 7:25
Sito Web: https://www.facebook.com/Majesticametal/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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