Unalei – Recensione: A Sua Immagine

Interessante opera prima questo “A Sua Immagine”, Ep autoprodotto degli Unalei, two-piece romano formato dal vocalist, autore e multistrumentista Federico Sanna e dal bassista Federico Petitto. Questa volta non inizieremo a parlare di musica ma del panorama lirico, per il quale va riconosciuto al mastermind il merito di narrare qualcosa di terreno (ovvero la figura femminile e il caledoiscopio di sentimenti ed emozioni connesse) e trasformarlo in poetico, attraverso uno stile che ricorda da vicino l’espressività del miglior cantautoriale italiano.

E non è un caso che tutto l’album sia in lingua madre, ideale veicolo delle sensazioni a tratti delicate e a tratti pregne di dolore su cui il lavoro si snoda. Non è semplice trasferire “A Sua Immagine” in una sola etichetta, l’opera è davvero fantasiosa e suggerisce versatilità e ricercatezza. Volendo stringere il cerchio, potremmo però affiancarla a quel panorama post-black metal che nel suo percorso evolutivo si è lasciato sedurre da tentazioni shoegaze e dream-pop. Nomi come Alcest, Fèn, Falloch, Lantlôs, insieme a delicate suggestioni malinconiche vicine al sound dei Klimt 1918 o degli Ananthema del periodo mediano, potrebbero essere dei buoni termini di paragone.

L’album inizia con l’intro di carillon “Per Teresa”, ovvero una rilettura, forse volontariamente fanciullesca del tema di “Per Elisa” di Beethoven, per poi sfociare in “Senhal”, ove il modus operandi del gruppo appare chiaro. Lunghi passaggi atmosferici ed acustici suggeriscono emozioni differenti e su di essi si adagia la voce quasi narrante di Federico. A tratti emerge una solida componente metal sempre tenuta a bada dalla necessità di romanticismo e decadenza richiesta dai brani. Detta anima estrema è in alcuni momenti troppo semplice e poco varia se rapportata al corpus sognante dei pezzi, ma l’alchimia nel complesso è indovinata e funziona molto bene. Ne abbiamo ulteriore esempio in “Della Carne”, episodio che, come peraltro suggerisce il titolo, è più fisico e veloce e nella lunga traccia orientata al dream pop “Il Valzer Della Giovinezza”.

I due musicisti capitolini mettono in luce delle buone idee e anche la capacità di rivedere le proprie influenze in modo personale. C’è ancora qualche piccola ingenuità da sistemare (come dicevamo le parentesi metal sono un pizzico rigide) ma siamo certi che in futuro gli Unalei ci offriranno una prova da ricordare a lungo.

Voto recensore
7
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Per Teresa
02.  Senhal
03.  Fattezze Di Rosa
04.  Della Carne
05.  Il Valzer Della Giovinezza


Sito Web: https://www.facebook.com/unaleiofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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