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AAVV – Recensione: 33 Racconti Rock

Fra i moltissimi personaggi che affollano questo libro, che in verità è una raccolta di racconti, ce ne sarà sicuramente qualcuno che vi rimarrà impresso più di altri. Tanto per citarne un po’, in tutto l’insieme di racconti, che sono più dei 33 indicati nel titolo, troverete in ordine sparso: un’aspirante groupie dai capelli rossi convinta che il cantante dei  Motörhead si chiami Larry, un bambino con un disturbo autistico che impara a parlare grazie alla musica, un figlio sulle tracce del padre scomparso, una rockstar in declino con velleità suicide, un simpatico gruppo di rapinatori che si traveste da band improbabile per derubare il pubblico dei propri concerti, un tizio che vorrebbe mozzare le mani a Ghigo Renzulli e invece finisce per accoppare Piero Pelù, due fratelli che vanno al concerto degli Slayer accompagnati dai genitori, un inquisitore dell’Ottocento che stranamente di cognome fa Harris, un insieme di allievi di una scuola di chitarra che fa un saggio, due squadre di calcio che si sfidano in una partita rocker contro fighetti (indovinate chi vincerà?) e così via.

Il titolo di questa raccolta, con il numero 33, rimanda ai 33 giri dei long playing, e quindi, in un certo senso, fa già capire che molti racconti sono permeati di una certa vena nostalgica. Non a caso, la stragrande maggioranza dei nomi che ricorrono nei racconti, quelli dei musicisti presi a titolo di esempio dai comuni mortali, considerati eroi e fonti di ispirazione, sono i nomi “classici”, da Jim Morrison ai Led Zeppelin, arrivando perfino a un sosia di Elvis che somiglia incredibilmente a quello vero, mentre per quanto riguarda il metal in senso stretto, ci sono i già citati Slayer, i Guns and Roses, gli Iron Maiden e così via. Non mancano, naturalmente, storie di band underground, più o meno reali e più o meno scalcinate, di concerti in location che vanno dallo stadio di Wembley a palchi molto meno illustri e noti, di storie che parlano di strada, di droga, del rock che è al tempo stesso un modo per strapparsi dai pericoli della devianza e una maledizione. C’è quindi una grande varietà di storie, così come variano molto gli stili dei singoli scrittori, che vanno da nomi noti nell’ambito del giornalismo musicale ad altri totalmente sconosciuti, accomunati sempre dal rock e dalle varie accezioni che questo termine può assumere. Questa eterogeneità di argomenti, autori e stili in realtà è un’arma a doppio taglio. Non staremo certo qui a fare un elenco di “buoni” o “cattivi”, anche perché il fatto di essere entrati a far parte degli autori di questo libro è già di per sé un aspetto a favore dei singoli, tuttavia è vero che si nota un certo divario fra lo stile, e soprattutto l’originalità dei temi trattati. Alcune idee, non moltissime in verità, mescolano originalità ed ironia, sono gradevoli nella loro brevità e rimangono impressi. Altri tendono a fare riferimento a stereotipi già visti ampiamente non solo in altri libri a tema rock, ma anche nella vita reale; inoltre, spesso la brevità dei singoli racconti ci presenta dei personaggi non perfettamente caratterizzati. Dall’altra parte però, come già detto, in tutta questa varietà di ambientazioni, personaggi e storie con finale più o meno lieto a seconda dei casi, non sarà difficile trovare qualcuno in cui identificarvi o una storia che vi colpirà più delle altre: basta solo scegliere.

Voto recensore
7
Etichetta: QuiEdit

Anno: 2014


Sito Web: http://www.quiedit.it/index.aspx

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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