Godsmack – Recensione: 1000Hp

Un potente motore da “1000hp” (ascolta qui l’album in streaming ), probabilmente lo stesso della hot rod presente sulla copertina, fornisce il “La” per l’inizio del sesto album dei Godsmack, non poteva essere altrimenti, per sottolineare l’elevata dose di Rock adrenalinico presente in questa release di buona fattura.

Erano assenti dalle scene dal 2010, quando uscì “The Oracle” (leggi qui la recensione), nel 2014 tornano con questa nuova fatica che, se da una parte mostra una band in buona forma, dall’altra non riserva sorprese all’ascoltatore che comprando questo disco non deve aspettarsi altro che un prodotto gradevole, ma non certo miracoloso. Le strutture rockeggianti e la voce di Sully Erna rimangono i tratti distintivi del gruppo, così come lo sono i richiami ad Alice In Chains e Metallica post Black Album.

Come già accennato in precedenza, l’incipit con la titletrack “1000hp” appare decisamente azzeccato, le chitarre di Erna e Rombola si scagliano subito come lame taglienti, la sezione ritmica del basso di Robbie Merrile e le pelli di Shannon Larkin tengono alta la tensione, sicuramente uno degli episodi migliori del lotto, forte anche di un refrain che merita di essere cantato a squarciagola; purtroppo la velocità cala ben presto con la seguente “FML”, il cui arpeggio iniziale stempera i toni, così il resto della traccia appare più riflessiva e pachidermica, mentre il chorus gode di un ben strutturato e più veloce riffing.

I Godsmack dimostrano di prediligere l’alternanza tra passaggi lenti e melodici con ritornelli ipervitaminizzati, buon esempio di questa attitudine è “Something Different”, traccia che può contare anche sull’uso di strumenti ad arco che ne enfatizzano la natura di “ballad”. Tra le altre occorre citare anche “Generation Day” (ascolta qui la traccia), qui a destare interesse è l’inserimento di chitarra acustica che fa da accompagnamento e sostiene lo spigoloso assolo tipicamente Rock, sottolineato dall’uso del Wah-Wah, di Tony Rombola; “I Don’t Belong”, il cui riff portante è tra i più coinvolgenti, così come il rafrain dal sapore Western suona fresco ed accattivante. Peccato che in alcuni frangenti sia particolarmente evidente come il songwriting sia ancorato a soluzioni di cui i nostri fanno un vero e proprio abuso, così “Locked & Loaded” e “Living In The Grey” sembrano essere delle variazioni intorno ad uno stesso tema, sia nell’incipit così come nel verso.

In conclusione “1000Hp” è un album che si lascia ascoltare volentieri, ma al contempo non fa gridare al miracolo o saltare sulla sedia, un buon esempio di Rock Alternative, ma nulla di più.

Voto recensore
7
Etichetta: Republic Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. 1000hp
02. FML
03. Something Different
04. What’s Next
05. Generation Day
06. Locked & Loaded
07. Living In The Gray
08. I Don’t Belong
09. Nothing Comes Easy
10. Turning To Stone
11. Life Is Good (International Bonus Track)


Sito Web: http://www.godsmack.com/

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