Rebellion – Recensione: We Are The People

20 anni di vita, un percorso sempre rimasto tra le ombre dell’underground, ma tanto mestiere e onestà. Questo potrebbe essere in estrema sintesi il riassunto del’ormai lunga carriera dei Rebellion, band nata nel lontano 2001 da una scissione interna ai Grave Digger. “We Are The People”, nono album in curriculum per il combo tedesco, non cambierà certo le carte in tavola per la storia del gruppo, ma è un concept originale e con testi intelligenti.

Il disco nasce infatti attorno al concetto/speranza di un’Europa Unita e che superi i rischi legati ai nazionalismi: un messaggio attuale, deciso e fortemente politico. Dalla Rivoluzione Francese alla Seconda Guerra Mondiale, i brani del platter trattano un ampio periodo storico nello sviluppare il proprio racconto.

Pezzi che non sono esenti da sbavature e che non sempre hanno il dovuto tiro per un album heavy/power, ma che comunque funzionano. Citiamo su tutti “Risorgimento”, in cui il vocione di Michael Seifert si cimenta anche con alcuni vocaboli nella nostra lingua nel raccontare l’impresa di Garibaldi, e “Liberté, Egalité, Fraternité”, canzone che cita in maniera epica la presa della Bastiglia.

Come anticipato, il livello del disco è altalenante e le intuizioni del gruppo non sempre sono efficaci, ma non possiamo dire che “We Are The People” non sia un lavoro riuscito. Complimenti dunque ai Rebellion per aver dato vita a un concept colto e tutt’altro che banale.

Etichetta: Massacre Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Voices Of War 02. Risorgimento (Tear Down The Walls) 03. Liberté, Égalité, Fraternité 04. Sweet Dreams 05. Vaterland 06. Verdun 07. Ashes To Light 08. Gods Of War 09. Shoa (It Could Have Been Me) 10. World War II 11. All In Ruins 12. We Are The People
Sito Web: https://www.facebook.com/rebellionmetal

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