Solar Fake – Recensione: Reasons To Kill

Sven Friedrich (Dreadful Shadows, Zeraphine), torna con “Reasons To Kill”, terza prova sulla lunga distanza della sua creatura Solar Fake. Seguendo le orme dei suoi predecessori (“Broken Grid” – 2008 – e “Frontiers” – 2011), l’album appare come un buon episodio di genere elettronico, bilanciando con disinvoltura momenti introspettivi ed altri disimpegnati, in cui non manca una strizzatina d’occhio al dancefloor alternativo (“Reset To Default”). Senza inventare nulla e pur evitando troppe evoluzioni stilistiche, “Reasons To Kill” funziona bene e inanella una serie di tracce intriganti, dotate di beats elettronici coinvolgenti al punto giusto che chiamano in causa il synthpop, l’EBM ma anche la techno tout court, in particolare nei momenti, se vogliamo, più solari. Sven interpreta i pezzi in modo naturale, alternando parti di voce pulita sorniona e romantica alle harsh vocals quando il brano lo richiede. L’orecchiabilità resta comunque al primo posto, sebbene il nostro tenda a rendere alcuni pezzi piuttosto robusti, come nel caso di “Face Me”, “One Step Closer” (cover dei Linkin Park in cui entrano anche chitarra e percussioni), oppure “My Bleeding Heart”, veloce e ficcante. Un’altra manciata di brani tende invece a essere più introspettiva, come “I’d Rather Break”, orecchiabile e dolce oppure la conclusiva “The Pages”, irrorata da una consistente dose di tastiere e dal piglio nettamente pop-oriented. In definitiva un album che si pone sulla falsariga delle uscite precedenti, privo di grosse sorprese ma indubbiamente piacevole e dalla buone possibilità intrattenitive.

Voto recensore
6,5
Etichetta: SPV / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  I Hate You More Than My Life
02.  Face Me
03.  Change The View
04.  When I Bite
05.  Reset To Default
06.  Rise And Fall
07.  I’d Rather Break
08.  My Spaces
09.  One Step Closer
10.  My Bleeding Heart
11.  The Pages


Sito Web: http://www.solarfake.de/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login