Real Illusion – Recensione: Impheria

Anni e anni di strada, di gavetta e di concerti, che evidentemente sono stati anni spesi bene. I veronesi Real Illusion giungono al debutto sul mercato discografico dopo essersi formati nel 2000, motivo per cui non possiamo collocare questo quintetto fra i musicisti “di primo pelo” e per cui “Impheria” si identifica da subito come un lavoro completo e giusta espressione di quello che la band ha saputo preparare in questi anni.

Nonostante il loro sound si possa inquadrare nel vasto mondo del prog metal, è anche vero che i nove brani di questo lavoro mostrano una serie di influenze che spaziano dal prog attuale al progressive più storico, conditi da più di un riff di chitarra riconducibile all’hard rock classico. Anche se tutti i brani sono più o meno esposti a questi diversi spunti, uno dei più emblematici è forse “Burning“, che unisce un assolo di chitarra chiaramente rock, suoni di tastiera che rimandano nettamente al passato e una tecnica vocale degna di tanti cantanti prog di adesso. Comunque, anche altri brani, come “Real Illusion“, contengono molti elementi riferibili agli anni ’70 e in generale agli albori del progressive. I Real Illusion sanno quindi perfettamente qual è la strada che intendono percorrere e si esprimono al meglio in questo lavoro, curato in ogni minimo dettaglio. Buona parte dei brani hanno testi scritti in prima persona, come se si trattasse di una serie di riflessioni sulle diverse condizioni dell’animo umano, spesso piccolissimo di fronte al resto del mondo (come del resto ci suggerisce anche l’immagine di copertina), pieno di domande a cui non sa trovare risposta (“Living After Death“), di situazioni in cui i colori dell’arcobaleno si perdono e lasciano spazio solo al grigio (“Another Day, Another Stone“), dove anche la persona amata diventa un angelo che tende a svanire (“My Faded Angel“). La voce di Manuel Fabi, con la sua capacità di passare da un registro grave ad acuti di un certo rilievo in modo naturale, è sicuramente uno dei tratti distintivi dell’intero lavoro. Non si può inoltre passare indifferenti sotto le grinfie della title track, oltre dieci minuti di interessanti escursioni sonore con cui si chiude l’album, condite, come è ormai d’obbligo in un disco prog metal che si rispetti, da una lunga parte strumentale dove tutti danno il meglio di loro stessi, riuscendo ad essere credibili senza diventare pomposi e verbosi. Tutti i brani conservano comunque questa dicotomia tra parti melodiche e parti più pesanti, senza però risultare prevedibili o banali.

I Real Illusion sono quindi credibili in generale e compongono brani che si apprezzano fin da subito per la loro capacità di alternare momenti cupi e parti più solari, in perfetta armonia tra loro e dispetto della lungimiranza del loro stile musicale.

real illusion impheria

Voto recensore
7,5
Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2016

Tracklist: 01. Real Illusion

02. Master Of The Twilight

03. Wandering

04. Another Day Another Stone

05. Out Of My Life

06. Living After Death

07. My Faded Angel

08. Burning

09. Impheria
Sito Web: https://www.facebook.com/Realillusion.it/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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