Whitesnake – Recensione: Ready An’ Willing

Da ‘Fool For Your Loving‘ sino a ‘She’s A Woman‘. Una corsa senza fiato fra il rock ed il blues più sanguigno, quello fatto di lacrime e sudore, sesso e liquori.

Ready An’ Willing‘, il quarto lavoro dei Whitesnake, non può però essere racchiuso in quattro parole: troppi sono gli umori che trasudano dalle chitarre slide di Micky Moody, dalle tastiere di Jon Lord e, ovviamente, dalla voce calda e sognante di David Coverdale, all’epoca in grado di far innamorare stuoli di ragazze più o meno giovani.

Un disco che risente ancora dell’influenza dei Deep Purple, non solo per la presenza del già citato Lord e di Ian Paice, ma anche per il ricorso ad alcuni degli schemi tipici della precedente band di Coverdale e compagnia. Influenza che esce fortemente soprattutto in ‘Sweet Talker’, mentre nelle altre canzoni emerge solo saltuariamente in mezzo al mare di blues tinto di rock che bagna questo disco.

Indimenticabili la titletrack, scritta in origine per la sei corde di B.B King, ed i brani più soft: ‘Blindman‘, presente anche sul solista di Coverdale, e soprattutto ‘Ain’t Gonna Cry No More‘, in cui il singer dà sfoggio a tutta la sua passione per un certo tipo di musica nera.

Semplicemente, il disco da avere della prima era del Serpente Bianco. Quella più blues, più sporca, più sensuale. Quella più bella.

Etichetta: EMI

Anno: 1980

Tracklist:

01. Fool For Your Loving

02. Sweet Talker

03. Ready an' Willing

04. Carry Your Load

05. Blindman

06. Ain't gonna cry no more

07. Love Man

08. Black'n blue

09. She's a woman


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