Frost – Recensione: Raise Your Fist To Metal

Nel calcio è luogo comune affermare che tanti campioni insieme non facciano per forza una squadra vincente. È questo uno dei possibili risultati cui dischi infarciti di all star possono facilmente giungere. Non manca all’appuntamento nemmeno Jack Frost, onnipresente chitarrista che, per l’occasione, riunisce alcuni dei suoi svariati amici (tra cui Mike Duda, Harry Hess, Joey Vera, Mike LePond, Joe Comeau e Rob Rock) per dar alla luce il suo primo album solista. A Jack Frost piace l’heavy metal di una volta, decisamente. A Jack Frost piacciono molto i Judas Priest. A Jack Frost piace molto l’hard rock melodico. A Jack Frost piacciono molto gli Harem Scarem. A Jack Frost piacciono molto i luoghi comuni sulla “fede metal”. A Jack Frost piace suonare questo tipo di musica. A Jack Frost non riesce tanto bene comporre questo tipo di musica. È difficile infatti trovare spunti azzeccati nei brani di ‘Raise Your Fist To Metal’, costruiti con banalità e più delle volte poco incisivi. Non si tratta di pezzi brutti o indecenti, ma i limiti insiti nell’intenzione di manifestare le proprie influenze appaiono limpidi secondo dopo secondo. Tutto questo fa del prodotto in questione un lavoro trascurabile, a rischio solo per gli assoluti masochisti metallici.

Voto recensore
5
Etichetta: Noise / Self

Anno: 2003

Tracklist: 01. Stay
02. The Chase
03. Brotherhood Of Lies
04. What’s Left
05. The Man I Am
06. Nippin At Your Ear
07. What I Say
08. Fight Fire With Fire
09. Slow Burn
10. Lack Of Communication

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