Rainbow – Recensione: Down To Earth

Quarto album e rivoluzione per i Rainbow: Ritchie Blackmore chiama e rispondono l’ex compagno di avventure nei Deep Purple Roger Glover al basso, Don Airey alle tastiere e Graham Bonnet alla voce. E’ proprio Bonnet, un passato nei The Marbles e un look non esattamente in linea con l’immagine della band, l’elemento maggiormente distintivo del nuovo corso: l’approccio è decisamente più diretto e ammiccante ed anticipa la direzione che i Rainbow intraprenderanno con ancor più convinzione quando arriverà Joe Lynn Turner.

A riprova delle nuove intenzioni e del nuovo percorso arrivano i due fantastici singoli “All Night Long” e “Since You Been Gone”, quest’ultima firmata da Russ Ballard e non a caso primo vero hit della band. Glover è responsabile anche della produzione e di un sound più asciutto che in passato, ma pure i tratti con cui la band si era imposta nell’immaginario rimangono riconoscibili, seppur sotto altre spoglie: in “Eyes Of The World”, ad esempio, ritroviamo tutto il sapore epico, ma soprattutto grazie alle tastiere della new entry Airey, per atmosfera e per l’assolo finale. Trascinante e inusualmente ruvida “No Time To Lose”, perfetta per l’ugola di Bonnet così come la conclusiva “Lost In Hollywood”. Il cantante mostra di avere doti che vanno ben al di là della semplice attitudine nella tiratissima “Danger Zone”.

Non tutti gli episodi sono imperdibili, ma “Down To Earth” rimane un’opera fondamentale per capire la storia e la svolta dei Rainbow, con il suo sound più diretto ed un Ritchie Blackmore sempre più al servizio della forma-canzone. E i risultati in termini di successo commerciale e di pubblico, non a caso, lo confermano: all’album seguirà un tour culminato nella partecipazione della band come headliner alla prima storica edizione del Monsters Of Rock a Castle Donington, nel 1980.

Rainbow_DownToEarth

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Polydor

Anno: 1979

Tracklist: 01. All Night Long 02. Eyes Of The World 03. No Time To Lose 04. Makin Love 05. Since You Been Gone 06. Loves No Friend 07. Danger Zone 08. Lost In Hollywood

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login