Rainbow – Recensione: Boston 1981

L’Orpheum Theater di Boston è un posto bellissimo, un autentico teatro del 19° secolo incastonato nel centro della capitale del Massachussetts, possiede un’ottima acustica, una capienza rispettabile e viene utilizzato da tempo anche per concerti rock e metal. Succedeva anche nel 1981, quando i Rainbow nella formazione che vede il “solito” Ritchie Blackmore assistito nuovamente alla voce da Joe Lynn Turner (dopo la parentesi illustre aperta da Graham Bonnet) e affiancato da nomi altrettanto importanti quali quello di Don Airey, Roger Glover e Bobby Rondinelli. Con una formazione di questo calibro e in tempi storici come i primissimi anni ’80, sarebbe impossibile pensare a un live album di livello mediocre, e infatti la caratura è ben superiore alla media. i Rainbow sono in questo momento in tour per la presentazione di “Difficult To Cure“, a cui viene dato ampio spazio con l’esecuzione di brani che ormai sono entrati a far parte della storia, come “Spotlight Kid“, “I Surrender” e “Difficult To Cure“. A questi si affiancano altri cavalli di battaglia come “Man On A Silver Mountain“, una versione particolarmente delicata e intensa di “Catch The Rainbow” e una chiusura di concerto dove invece si torna ai Deep Purple (non stiamo neanche a dire quale brano viene eseguito in chiusura perchè lo indovinate benissimo da soli).

I Rainbow di questa formazione macinano un pezzo dopo l’altro con pochissime interruzioni, presentandosi di fronte a un pubblico che supponiamo adorante oltre che fortunato nel pieno del vigore. Ci sono forse assenze illustri nella scaletta proposta; la prima, più evidente, è la mancanza assoluta di brani estratti da “Rising“, il che potrebbe forse far storcere il naso ai fan più accaniti. Nonostante questo, “Boston 1981” è comunque un’immagine precisa di una band che ha saputo rigenerarsi e realizzare sempre lavori di altissimo livello. Se a tutto questo aggiungiamo una qualità del suono eccellente, avremo come risultato finale un album emozionante, coinvolgente e ancora oggi, sorprendentemente, attuale dalla prima all’ultima nota, basato sia sui risultati dei singoli musicisti che su quello che la loro fusione ha saputo originare.

rainbow

Voto recensore
7,5
Etichetta: Cleopatra Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Spotlight Kid

02. Love's No Friend

03. I Surrender

04. Man On The Silver Mountain

05. Catch The Rainbow

06. Can't Happen Here

07. Lost In Hollywood

08. Difficult To Cure

09. Long Live Rock N' Roll

10. Smoke On The Water
Sito Web: https://www.facebook.com/Rainbow-189246591087656/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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