Human Fortress – Recensione: Raided Land

Gli Human Fortress provano a tornare sui propri passi. Un lustro fa la band tedesca aveva cercato di rinnovarsi con “Human Empire”, che andava a sondare territori modern metal, salvo poi accorgersi di aver toppato clamorosamente. Con il nuovo “Raided Land” sperano di recuperare i fans di vecchia data, che li avevano apprezzati all’inizio del 2000 per due brillanti lavori di power metal epico. I nostri piazzano una dozzina di brani in stile Hammerfall, con venature folk e sinfoniche, senza però riuscire a rinverdire i fasti del passato, nonostante l’ingresso dietro al microfono del navigato Gus Monsanto (già con Revolution Renaissance, Code Of Silence ed Adagio).

“Raided Land” non possiede quello sprint che sprigionavano i primi album, perché probabilmente i cambi di line-up e le varie metamorfosi stilistiche hanno impedito al gruppo di arrivare fino ad oggi con un proprio marchio di fabbrica. Il terzetto iniziale piazzato dagli Human Fortress, in realtà, fa ben sperare per il risultato finale dell’album, perché brani come la title track, o la tellurica “Child Of War”, insieme alla battagliera “Wasted Years”, sono coinvolgenti e ben strutturate. Da quel momento in poi, purtroppo, il disco si spegne. Non bastano ovattati tappeti di tastiera, qualche inserto acustico e lunghe marce ritmiche per evitare uno sbadiglio dietro l’altro: il cuore di “Raided Land” è troppo canonico e privo di smalto. La prova di Monsanto risulta impeccabile, carica di energia ed enfasi, ma le song non lo valorizzano appieno, così infarcite di passaggi presi in prestito da Blind Guardian ed Helloween. Unico sussulto verso la fine è la pulsante “Restless Soul”, in cui gli Human Fortress riescono a reglalarci una hit in stile Masterplan, impreziosita da una parte strumentale finalmente ispirata nel guitar solo.

“Raided Land” è ancora una mezza delusione, nonostante gli Human Fortress si presentino con tutte le migliori intenzioni. Dei dodici pezzi presenti nell’album nemmeno la metà sono all’altezza della qualità dei primi lavori e sarà quindi dura per il combo teutonico tornare in auge perchè, in questi cinque anni di assenza dalle scene, la qualità delle uscite, così come le pretese dei defenders, si sono notevolmente alzate.  

Voto recensore
5,5
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Raided Land
02. Child Of War
03. Wasted Years
04. The Chosen One
05. Shelter
06. Gladiator Of Rome (Part 2)
07. Dark Knight
08. Prelude
09. Pray For Salvation
10. Evil Curse
11. Restless Souls
12. Under Siege
13. Guard The Blind


Sito Web: https://www.facebook.com/humanfortressofficial

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