Ragnarok – Recensione: Non Debellicata

Sempre più pesanti… da sopportare.

Nella Norvegia degli anni 90, i Ragnarok non riuscirono a costruirsi una solida carriera in grado di distinguersi fra le dozzine di gruppi più validi che uscivano in quegli anni. Partirono come degli inoffensivi cloni dei Satyricon con riffing in chiave minore fin troppo simile ai contemporanei Dissection, anche se “Diabolical Age”, pur essendo troppo lungo, aveva qualcosa da dire. Fin dal momento in cui decisero di accordare le chitarre un tono sotto partendo da “In Nomine Satanas”, divenne evidente che ormai era rimasto poco da dire: dopo altri due insofferenti album, andarono in pausa per alcuni anni per la defezione di tre quarti della formazione (tra cui il bassista, morto nel 2017 per un incidente automobilistico), e tornarono in carreggiata dal 2010 con altri album progressivamente più flaccidi.

“Psychopathology” era così noioso che la cosa migliore che si può dire del loro ultimo album, “Non Debellicata”, è che risulta moderatamente più ascoltabile. Tuttavia, già ascoltando pezzi come “Chapel of Shadows”, “Bestial Emptiness” e “Nemesis” diventa inevitabile notare che le idee sembrano i soliti giri in armonica minore usati dai Marduk troppe volte negli anni passati o arpeggi spezzati tipici dei Dark Funeral e dei Naglfar. “Sanctimoneous” offre arpeggi in Sol minore e poco altro, mentre gli inserti di chitarra acustica in “Jonestown Lullaby” (una delle poche highlight) sono ridondanti. C’è una ripetitività stancante di fondo nelle canzoni, e la produzione, che mette troppo in risalto voce e batteria, ne smorza l’impatto.

Per quanto “Non Debellicata” risulti essere l’album più coeso del gruppo dal 2010, rimane comunque un successo a metà, poiché il songwriting risente di elementi ormai stantii e pochi guizzi di originalità. I Ragnarok non erano dei fenomeni prima, e non lo diventeranno di certo adesso.

Etichetta: Agonia Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Non Debellicata 02. Chapel of Shadows 03. Sanctimoneous 04. Bestial Emptiness 05. Nemesis 06. The Great Destroyer 07. Gerasene Demoniac 08. The Gospel of Judas Iscariot 09. Jonestown Lullaby 10. Asphyxiation

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