Rage – Recensione: My Way

Nuova formazione, nuova vita, ma vecchi Rage. Così almeno sembrerebbe se dovessimo dar retta a quanto possibile ascoltare da questo EP di presentazione del nuovo corso, messo in atto dopo la separazione con l’istrionico Smolski, dal mastermind Peavy Wagner.

Se infatti i Refuge tengono in vita l’immaginario più classicamente anni ottanta/primi novanta della band, portando dal vivo i vecchi brani e riproponendo il vecchio sodalizio con Manni Schmidt e Christos Efthimiadis (anche se per ora non si parla di nuove canzoni), i Rage attuali, privati del contributo estroso e marcatamente neoclassico di Victor Smolski, tornano a fare ciò che proponevano nella seconda metà degli anni novanta.

Qui c’è di fatto un solo inedito, la potente, melodica e metallica “My Way” (ripetuto poi con testo in lingua spagnola a fine scaletta), che però non lascia trasparire nessuna differenza, o quasi, dai due brani riproposti del periodo “Black In Mind”, ovvero la stessa tite track e la ottima “Sent By The Devil”. Due canzoni presentate in modo molto simile alle versioni originali, anche se aggiornate nella pasta straordinariamente compatta del suono che probabilmente le rende ancora più martellanti e massicce.

L’idea è appunto che dal nuovo disco della band si lecito attendersi qualcosa che assomigli ad una versione 2016 di quanto proposto all’epoca di album straordinari come il citato “Black In Mind” o “End Of All Days”, cosa che sinceramente non ci dispiacerebbe neanche un po’.

Restiamo quindi sintonizzati in attesa di maggiori informazioni nei mesi a venire.

Rage - My Way

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. My Way 02. Black in Mind 03. Sent by the Devil 04. Apuesto a Ganar
Sito Web: http://www.rage-official.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Fabrizio

    Era ora.

    Reply

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