Ewigkeit – Recensione: Radio Ixtlan

‘Radio Ixtlan’ è il nuovo capitolo discografico per gli Ewigkeit dell’eclettico polistrumentista, cantante e compositore Mr. Fog, che già aveva mostrato alcune idee interessanti nell’ esordio ‘Land Of Fog’, uscito nel 2002 ma distribuito in Italia solamente quest’anno. ‘Radio Ixtlan’ osa molto di più rispetto al suo predecessore e durante l’ascolto, lo ‘Space Rock Meets Metal’ partorito dalla mente dell’artista britannico saprà stupirci in più di un’occasione. Ma cos’è esattamente questo space rock? Difficile darne una definizione a parole. Immaginate un immenso calderone sonoro in cui convivono in un insieme apparentemente improponibile ma assolutamente armonico la psichedelia anni ’70, il metal classico e quello estremo, l’elettronica, la musica sinfonica e il folk. Mr. Fog, abile alchimista, mischia con un’ abilità stupefacente i suddetti ingredienti, creando brani diversi l’uno dall’altro, ciascuno dei quali comunica sensazioni ora continue ora contrastanti, senza mai scadere nelle forzature o nell’originalità a tutti i costi. Si comincia con ‘About Time’, un pezzo in cui un heavy rock alla Hawkwind si fonde alla perfezione con inflessioni progressive dal sapore pinkfloydiano, il tutto unito ad un groove sorprendentemente catchy e ‘radiofonico’. Ma il sound non sempre è solare, anzi, spesso e volentieri le partiture quasi ballabili rallentano e diventano oscure ed intricante, come nella suite ‘Radio Ixtlan’, in cui il folk medio orientale incontra l’industrial, mentre il growling dell’istrionico Mr. Fog scandisce inquietanti parti narrate. Ma non finisce qui. Il musicista inglese sembra voler dire qualcosa di diverso in ogni canzone e ognuna di esse meriterebbe di essere citata, data la fantasia compositiva della one man band. Lo vediamo in ‘esc.’, forse la traccia più squisitamente ‘metal’, nonostante gli intarsi di musica techno e i cori operistici e in ‘Live At Palenque 2002’ (provocatorio esorcismo alla fine del mondo?) dove i ritmi electro/goth sembrano parodiare la canzone ‘Ich Will’ dei Rammstein (per la serie: che mi frega di essere qualcuno se il mio destino è la morte?) Citiamo infine ‘Strange Volk’, un delicato goth rock costruito sulla voce femminile che sposa il folklore celtico. ‘Radio Ixtlan’ è un disco straordinariamente ricco ma armonico, necessita però diversi ascolti (ed una notevole elasticità mentale, sia chiaro!) prima di essere compreso fino in fondo ed apprezzato in ogni sua parte. Un’ottima release per la Earache, che ha dato giusto spazio ad un artista che potrebbe tracciare un nuovo sentiero nell’evoluzione della musica metal.

Voto recensore
8
Etichetta: Earache / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.About Time
02.esc.
03.PowerPlant
04.Journey To IXTLAN
05.Live At Palenque 2012
06.Conquer The Fear
07.Platonic Verses
08.Strange Volk
09.The New Way


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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