Stahlmann – Recensione: Quecksilber

A quanto pare la AFM punta molto sulle potenzialità commerciali degli Stahlmann, inquadrati già come continuatori di Kraftwerk (ma dove?) Die Krupps, Oomph!, ecc., In realtà gli “uomini di acciaio” della Germania non fanno altro che (ri)-proporre nel loro secondo album, il tipico rock elettronico alla crucca maniera. Nel nuovo “Quecksilber”, i nostri inanellano una serie di tracce ben realizzate ma assolutamente derivative e prive di ogni possibile spunto originale. Ci sono enfatiche canzoni “tanz-metall” alla Rammstein, ci sono i refrain epici e ariosi (leggi kitsch) tanto cari ai tedeschi e guarda un po’, non mancano nemmeno le chitarre “grasse” e distorte che fanno denominatore comune con questo panorama. Ci sono alcuni brani efficaci, sorretti da un corpus metallico ma sufficientemente irrorati di techno da poter essere passati nei club, come ad esempio il singolo “Tanzmachine” (senza sorprese ma indubbiamente azzeccato) e “Mein Leib”, sorniona al punto giusto e dotata di un refrain disimpegnato di immediata assimilazione. E’ comunque troppo poco se consideriamo come tutto il disco odori di già sentito. Visto il cantato in lingua madre, in Germania funzioneranno alla grande presso una platea di giovanissimi, qui da noi, difficilmente attecchiranno. E pensare che non sempre l’idioma rappresenta un ostacolo (chi ha detto Rammstein?).

Voto recensore
5
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Engel Der Nacht
02. Spring Nicht
03. Tanzmaschine
04. Asche
05. Mein Leib
06. Am Grunde
07. Goetter
08. Schmerz
09. Diener
10. Tanzmaschine (Club Remix)


Sito Web: www.stahlmann.tv

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