Ram-Zet – Recensione: Pure Therapy

I Ram-Zet arrivano dalla gelida ed ‘estrema’ Norvegia, ma vivono sulla soglia che separa il presente da un (possibile) futuro minaccioso, tecnologico e sulla soglia dell’apocalisse spirituale. Tellurici ritmi fearfactoriani, grezzi riff new metal, elettronica deragliante (oppure sinistramente ‘ambientale’), inaspettate incursioni ‘cameristiche’ di archi su clangori industriali, inserti di femminili timbri gotici in grado di non varcare il limite del romanticismo d’accatto, voce black, addirittura qualche concessione a strutture idealmente progressive ed aperture melodiche quasi new-age… Il catalogo delle influenze del trio nordico crea un caleidoscopio sonico mutevole eppure coerente, pesante (nei suoni e nelle atmosfere) senza scadere nella ripetitività, complesso ma lontano dall’inascoltabile astrusità… Tutte definizioni che vogliono indicare un album dinamico, creativo e ‘moderno’ senza scimmiottare la scena americana. Con dischi come ‘Pure Therapy’ ci si avvicina pericolosamente ad aree musicali difficili da catalogare, ma oltremodo gratificanti per chiunque decida di esplorarle. Psicotiche sinfonie cyber-metalliche per il nuovo Millennio.

Voto recensore
7
Etichetta: Spikefarm / Audioglobe (2000)

Anno: 2000

Tracklist: The Fall
King
For The Sake Of Mankind
Eternal Voice
No Peace
Kill My Thoughts
Sense
Through The Eyes Of The Children

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