Recensione: Pump

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Recensione: Pump

Aerosmith

  • Etichetta: Geffen
  • Anno: 1989

Track Listing

1. Young Lust

2. FINE

3. Love In An Elevator

4. Monkey On My Back

5. Janie's Got A Gun

6. Other Side

7. My Girl

8. Don't Get Mad, Get Even

9. Voodoo Medicine Man

10. What It Takes

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Chiamati a confermare l’avvenuta rinascita, arrivata sul mercato a nome ‘Permanent Vacation’, gli Aerosmith confezionano una piccola perla che non può in alcun modo mancare nella discografia di ogni buon amante dell’hard-rock. Una copertina semplice ma accattivante, in cui due camioncini sembrano simulare un amplesso (non e’ un caso se gli Aerosmith sono universalmente apprezzati anche per i loro artworks) per un disco che si ascolterebbe e riascolterebbe dall’inizio alla fine senza un attimo di pausa. Complici un’ottima produzione e le esecuzioni esemplari di Joe Perry e soci, ‘Pump’ contiene una serie incredibile di classici che hanno fatto da colonna sonora all’adolescenza di molti di noi.

Si parte con la potentissima ‘Young Lust’, dove Steven Tyler fa campire subito di che stampo siano le sue doti canore, per scivolare, passando per la stupenda ‘F.I.N.E.’, nella roboante ‘Love In An Elevator’. Una canzone ed un video che hanno fatto epoca e che, gia’ al tempo, attirarono molte critiche di eccesso di commercializzazione sulla band statunitense. Ma, nonostante il diluvio di archi, fiati e tastiere, l’anima rockeggiante riesce ancora a farla da padrona e dopo la non troppo convincente ‘Money On My Back’, il disco riprende la sua corsa con la ballad delle ballads, ‘Jeanie’s Got A Gun’, colonna sonora di chissà quante serate romantiche prima dell’avvento delle varie ‘Crazy’ e ‘I Don’t Want To Miss A Thing’.

Un disco frivolo quanto basta, con continui richiami al divertimento ed ammiccamenti nemmeno troppo velati al sesso a go-go. Insomma, una dose bella e massiccia del buon vecchio e caro rock’n'roll.

Da avere.

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