Raintime – Recensione: Psychromatic

Con questo Psychromatic i Raintime giungono al terzo lavoro sulla lunga distanza, dopo “Tales from sadness” (2005) e “Flies & lies” (2007), entrambi accolti positivamente da pubblico e critica. Il gruppo di Pordenone è ormai una realtà consolidata, sorretta dalla professionalità di musicisti di talento, che sono in grado di offrire un sound ricco e personale, descrivibile come un incrocio fra il power metal e il melodic death. Ciò che accomuna questi due generi in apparenza distanti è la ricerca della musicalità, della melodia, ovvero l’essere listener-friendly. Lungi da essere un difetto, questa scelta porta il gruppo su una strada compositiva improntata all’immediatezza, sebbene sia chiaramente percepibile il grande lavoro in sede di arrangiamento e rifinitura. I brani scorrono in modo fluido, con parecchi cambi di registro e d’atmosfera, e si va da anthem prettamente hard-rock, come l’opener “Fire ants”, ad esempio, a brani decisamente più cattivi, in cui si sente la vena death del gruppo. L’impostazione generale di “Psychromatic” sembra però virare più sul metal tradizionale, a livello di scelta dei suoni, sebbene alla mixer sieda un tale Logan Mader (Machine head, Soulfly). Davvero imponente su tutto il disco l’operato dei due chitarristi, Matteo Di Bon e Daniele Bressa, che riescono a non far annoiare mai l’ascoltatore, con soluzioni spesso originali, grande perizia tecnica e bei suoni. Personalmente invece non mi ha fatto impazzire la performance vocale di Claudio Coassin, formalmente ineccepibile, ma che non arriva a segno, forse a causa dell’eccessiva impostazione, oppure della mancanza delle tonalità più basse, ma parliamo di gusti personali. Probabilmente questo lavoro ha nella sua eterogeneità sia il suo maggior pregio che il suo più grande difetto, i quanto le parti più tirate potranno non piacere agli ascoltatori più “tranquilli”, mentre i brani soft potrebbero annoiare i metalhead più convinti. Indubbiamente però con così tante frecce al suo arco questo disco parte avvantaggiato, in questa sfida contro l’ortodossia stilistica.

Voto recensore
7
Etichetta: Lifeforce

Anno: 2010

Tracklist: 01. Fire Ants
02. Turned Up And Down
03. Never Ending Stairway
04. Nothing But A Mistake
05. I Want To Remember
06. Shift
07. Fake Idols
08. Beaten Roads
09. One Day
10. Buried In You
11. Walk-On Actor
Sito Web: http://www.myspace.com/raintime

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