Psychotic Waltz – Recensione: The God-Shaped Void

Il ritorno dei seminali Psychotic Waltz è sicuramente una notizia grandiosa per chi si è sempre abbeverato soprattutto del succoso universo underground contro ciò che proponevano le major; questa band è stata infatti una delle prime per cui si introdusse il termine prog metal con particolare riferimento alla ricercatezza dei quattro album pubblicati prima di questo “The God-Shaped Void” nella prima metà degli anni ‘90 e riconducibili allo stile dei primi Fates Warning.

Dal 1996 in poi non abbiamo più avuto notizie di 4/5 della band (ora tornata  nella sua formazione originale) salvo che per il cantante/flautista Devon Graves (prima noto con lo pseudonimo di Buddy Lackey) che in tempi diversi mise in piedi due interessanti progetti come Deadsoul Tribe e The Shadow Theory.

Tornando al presente e partendo da un’analisi grafica della copertina il nuovo album degli americani ricorda le cover degli Ayreon di Arjen Lucassen (musicista con cui Graves ha collaborato) ma già da “Devils And Angels” le atmosfere sono decisamente più cupe e ripartono esattamente da dove ci eravamo lasciati con “Bleeding”. Il pezzo è sia muscolare che delicato grazie al lavoro delle chitarre di Dan Rock e Brian McAlpin e all’interpretazione di un Graves in formissima.

Una caratteristica “d’altri tempi” tipica solo di alcune band “elette” è quell’aura epica che pervade le canzoni (“Stranded”) e che catapulta l’ascoltatore in un mondo immaginario ed ammaliante senza puntare solo sull’aspetto tecnico esecutivo (peraltro di altissimo livello) ma usando espedienti di classe come partiture acustiche dallo spiccato valore simbolico (“The Fallen”).

Dan Rock ha spiegato che oggi la famiglia ed il lavoro extra musicale sono aspetti che hanno preso il sopravvento nelle loro vite; se a questo aggiungiamo che Graves vive ormai stabilmente in Europa (Austria se non ricordo male) si spiega perché ci siano voluti così tanti anni per comporre un nuovo album dopo la reunion del 2011.

Dicevano di un Devon Graves in forma smagliante… la sua espressività ed il suo trasporto interpretativo sono immutati e pezzi come “While The Spiders Spin” sono lì a dimostrarlo; il mixing e la masterizzazione di Jens Bogren danno il tocco d’eccellenza finale al lavoro, probabilmente pulendo e spingendo le registrazioni che si erano state divise tra Stati Uniti ed Europa.

Le belle rinascite…

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Devils And Angels 02. Stranded 03. Back To Black 04. All The Bad Men 05. The Fallen 06. While The Spiders Spin 07. Pull The String 08. Demystified 09. Sisters Of The Dawn 10. In The Silence
Sito Web: http://psychoticwaltz.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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