Aborym – Recensione: Psychogrotesque

“Psychogrotesque” riprende il discorso esattamente dove era stato interrotto con “Generator” e vede il ritorno degli Aborym dopo quattro anni di silenzio. I difetti dell’album precedente sono stati completamente livellati e ora la sperimentazione libera di esprimersi senza vincolo alcuno. La band è oggi ridotta a un three-piece, con Fabban ad occuparsi in modo esclusivo delle parti di voce ottenendo dei risultati decisamente buoni. Il consueto apporto di Paolo Pieri alle chitarre e di Bard Faust alla batteria è coadiuvato questa volta da un numero di ospiti impressionante, tra i quali spiccano i nomi di Karyn Crisis, a portare ulteriore scompiglio con le sue grida velenose, i samples di Davide Tiso e Richard K.Szabo e il sassofono di Marcello Balena.

“Psychogrotesque” non è esattamente da vedersi come un album composto da più canzoni, piuttosto come un unico, mastodontico brano multiforme diviso in capitoli in cui l’arte degli Aborym confluisce in molteplici sfaccettature che chiamano in causa non solo il black metal nelle sue più disparate accezioni (sebbene un certo riguardo sia dato al suo lato tradizionale) ma anche all’elettronica (addirittura con punte di harsh/EBM), al jazz, a un’avanguardia figlia ma non troppo degli Arcturus. “Psychogrotesque” è pura anarchia ove note disperate e malefiche si riconducono al denominatore comune del buio più profondo, è l’odore della malattia, la stessa sardonicamente descritta dai Canti Di Maldoror, qui ripresi nella quarta traccia. Questo album è a giudizio di chi scrive il punto più alto toccato dalla band italo/norvegese nella sua quasi ventennale carriera, un “qualcosa” impossibile da descrivere a parole, un’opera difficile da ripetere e forse da non ripetere.

Perché anche il suono di quell’innocente carillon che pigola teneramente le note di “Somewhere Over The Rainbow” non ha mai fatto così paura.

Voto recensore
8
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:

01.I
02.II
03.III
04.IV
05.V
06.VI
07.VII
08.VIII
09.IX
10.X


Sito Web: http://www.myspace.com/aborym666

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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