Furze – Recensione: Psych Minus Space Control

Il progetto Furze, portato avanti da una decina d’anni dal musicista norvegese Woe J. Reaper, si colloca in una posizione abbastanza particolare, all’interno del panorama black metal contemporaneo. Rispetto a una prima serie di lavori inseriti nel solco ortodosso del genere (“Trident Autocrat”, 2000 e “Necromanzee Cogent”, 2003) il nuovo “Psych Minus Space Control” prosegue nella direzione tracciata dal precedente “Reaper Subconscious Guide” (2010), ovvero in un percorso retrogressivo volto a rintracciare le origini del suono black.

Ma a differenza dell’operazione di archeologia musicale in chiave proto-punk promossa dagli ultimi Darkthrone, Furze concentra la sua attenzione sui primordi del doom, o comunque sia sul lato più evocativo e atmosferico della musica pesante (primi Black Sabbath, Hellhammer, Bathory, uniti alla psichedelia lisergica inglese anni ‘70).

Il risultato prende la forma di cinque composizioni bizzarre, sghembe, allucinate, nelle quali è tangibile la volontà di andare a ritroso nel tempo, per giungere ad isolare ed esaltare la nuda e cruda essenza di un sound e di un concetto di fare musica attorno all’oscurità, al nichilismo e al disagio esistenziale.

In questo senso diventano quindi inevitabili i lunghi e lenti excursus strumentali che si dipanano in queste composizioni, fungendo da veleno che goccia a goccia distorce la percezione della realtà. Emblema di questo modus operandi la seconda “Psych Mooz Space Control”, un quarto d’ora di nude note di chitarra e distorsioni lancinanti, che disegnano spogli paesaggi ed atmosfere surreali, nelle quali gli sporadici interventi vocali di J. Reaper (significativamente limitati a “When Always Ready”) suonano come improvvisi deliri schizoidi. Ognuna delle cinque composizioni è tanto differente e particolare da fare storia a se, aumentando la sensazione complessiva di disorientamento e disagio.

Furze si conferma come una realtà senza compromessi, del tutto disinteressata ad uscire dall’underground, territorio che gli permette la più completa libertà espressiva, spingendo il sound ora nelle più nere paludi doom (“Triad Of Lucifer”), ora nel black più crudo e primitivo (“When Always Ready”), senza disdegnare il ricorso a strumentazione vintage, come mellotron e moog.

A prima vista confusionario e abbozzato nella composizione e dozzinale nella resa sonora, “Psych Minus Space Control” non è certamente un disco facile o immediato, quanto piuttosto un biglietto d’entrata per l’incubo musicale personale di un artista che non fa nulla per risultare cool o trve, ma si concentra invece sulla riduzione ai minimi termini, sull’assottigliamento progressivo e definitivo del sound, giungendo all’effettiva traduzione in musica del nichilismo. Considerato in tal senso, il nuovo tassello dei Furze è un disco che va a bersaglio e impressiona favorevolmente.

Voto recensore
7
Etichetta: Fysisk Format

Anno: 2012

Tracklist:
1. Occult Soul, With Mind 09:10
2. Psych Mooz Space Control 14:08
3. Reaper Subconscious Guide 06:47
4. Triad Of Lucifer 08:58
5. When Always Ready 03:59

Sito Web: http://www.facebook.com/Furzebook

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