Protest The Hero – Recensione: Pacific Myth

Comeback per i canadesi Protest The Hero che con questo “Pacific Myth” raccoglie i brani pubblicati per sei mesi, ogni 15 del mese, inizialmente a favore dei fan iscritti a questa iniziativa (ogni brano con un fantastico artwork diverso legato al mondo della vita marina): la band si è fatta apprezzare con i precedenti album “Kezia”, “Fortress”, “Scurrilous” e “Volition”, dimostrando di essere una realtà che man mano si è evoluta, in grado di essere riconoscibile fin dal primo ascolto (cosa non da tutti…) e di incendiare i palchi con le performance live all’insegna dell’estro e della tecnica eccezionale in possesso del gruppo.

C’è subito da dire che anche i sei pezzi qui presenti sono il consueto turbinio di idee e grandezza strumentale: Rody Walker alla voce guida il gruppo in maniera estatica, riuscendo a fare un continuo ping pong fra registri ed atmosfere diverse, supportato egregiamente dagli altri membri dei Protest The Hero. La partenza di “Tidal” è velocissima, piena di spunti melodici che si esplicitano nel complicato ritornello e si chiudono con un finale schizoide; “Ragged Tooth” è un caleidoscopio di note veloci di chitarre accompagnate dal basso in cui la batteria (Mike Ieradi è un vero mostro) si interseca con tempi spezzati e le vocals si alternano fra pulito e brevi parti in growl, anticipando un assolo breve ma ben riuscito (Tim Millar e Luke Hoskin alla chitarra sono una coppia rodata e in grado di far vedere i sorci verdi a molti).

“Cold Water” e “Cataract” pongono l’accento ancora di più sulla vena melodica del gruppo, laddove la prima stupisce con un intermezzo quasi samba-metal in cui basso e batteria dialogano perfettamente a loro agio mentre la seconda gioca tutto sull’intricato inizio e le vocals particolarmente morbide; un pianoforte sottolinea l’inizio, la parte centrale e la coda di “Harbinger”, uno dei brani più riusciti e con un assolo da capogiro, prima della conclusiva “Caravan”, di sicuro il pezzo più complicato, sviluppato in un minutaggio consono e in grado di presentare delicati arpeggi e un finale dalle suggestioni desertiche (titolo emblematico?) ed epiche, suggestive e non consone al gruppo.

I Protest The Hero si confermano con “Pacific Myth” come gruppo dalle molteplici sfaccettature e dalle indubbie qualità, capaci ogni volta di convincere e stupire per la maturità tecnica e compositiva.

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Voto recensore
8,5
Etichetta: Razor & Tie

Anno: 2016

Tracklist: 01. Tidal 02. Ragged Tooth 03. Cold Water 04. Cataract 05. Harbinger 06. Caravan
Sito Web: http://www.protestthehero.ca/

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