Prong – Recensione: X – No Absolutes

Dopo il ritorno sulle scene, avvenuto nel 2012 con “Carved In Stone”, Tommy Victor non ha più rallentato. I Prong hanno mostrato una vitalità incredibile, producendo dischi e suonando live in modo continuo… e nemmeno i cambi di formazione hanno distratto il Nostro dalla determinazione di tenere sempre alto il nome della band.

Forse cosciente che tenere questo ritmo porti  inevitabilmente a pagar dazio con qualche calo d’ispirazione, in “X – No Absolutes”, il nostro buon Tommy lascia andare la propria creatività in tutte le direzioni possibili, con una varietà forse mai raggiunta prima, rovinando la festa a chi come noi vorrebbe inquadrare facilmente ogni uscita in uno stile ben specifico e togliersi d’impaccio. Ed invece qui finiamo per trovare una song come “Sense Of Ease” che null’altro può essere definita se non thrash/core, ma anche canzoni come la quasi ballata “Do Nothing”, che non sarebbe fuori posto su un disco dei Linkin’ Park, o il metal quasi classico e dal taglio groovy di “Worth Pursuing”.

Senza contare che alcune tracce finiscono per abbinare gli stili, come la thrasy, ma comunque contaminata, “Cut And Dry” o l’industrial/wave di “Soul Sickness” che si trova a metà tra un disco degli Static X e uno dei vecchi Killing Joke.

Un bel casino insomma, soprattutto perché si rischia di far fatica ad identificarsi in alcune scelte stilistiche, per poi entusiasmarsi invece alla traccia successiva, in una schizofrenia di giudizio che lascia un tantino perplessi. Se infatti a fare da collante rimangono, come sempre, la particolare voce di Victor e l’immancabile senso del ritmo, ci sono alcune canzoni che davvero stonano inserite in una tracklist come questa (la citata “Do Nothing” o anche “With Dignity”), mentre altre iniziano apparentemente ispirate per poi non trovare una dimensione vera e propria, scivolando via senza infamia né lode (ci vengono in mente ad esempio “In Spite Of Hindrances” o “Belief System”).

È però vero che i brani azzeccati sono davvero trascinanti, e stiamo parlando di song dal probabile impatto live superbo come “Ultimate Authority” e “Without Words” o le citate “Cut And Dry” e “Worth Pursuing”.

Non siamo certo contrari, specialmente al cospetto di una band come i Prong, ad ascoltare canzoni che escano dagli schemi consueti, ma crediamo che se si deve fare una scelta diversa debba essere accompagnata da una qualità di songwriting più inattaccabile di quella qui proposta. Nel complesso si tratta di un disco che ci appare indubbiamente valido, ma con qualche discontinuità di troppo per raggiungere il valore degli album appena precedenti.

Prong NoAbsolutes

Voto recensore
7
Etichetta: Steamhammer

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ultimate Authority 02. Sense Of Ease 03. Without Words 04. Cut And Dry 05. No Absolutes 06. Do Nothing 07. Belief System 08. Soul Sickness 09. In Spite Of Hindrances 10. Ice Runs Through My Veins 11. Worth Pursuing 12. With Dignity
Sito Web: https://www.facebook.com/prongmusic

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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