Dignity – Recensione: Project Destiny

Vatti a fidare delle bio inviate dalle label. La Napalm presenta gli austriaci Dignity come un band di hard rock, vicina a TNT e Europe, ma in “Project Destiny” raramente vengono affrontati i dettami del genere. Il five piece all’esordio, infatti, propone un heavy metal melodico tra Royal Hunt, Edguy e Masterplan, dove le melodie la fanno da padrone e tastiere dal sapore pomp spingono i nostri verso lidi cari al power sinfonico. Certi cori di reminescenze hard rockeggiante ci sono, ma i riff di chitarra decisi e ruvidi sono un marchio di fabbrica dei Dignity. Ascoltate la title track, o “Cry In Despair”, che sfocia a tratti nello speed, per avere conferme. La band capitanata dal vocalist Jacke E. e dall’ex batterista degli Edenbridge Roland Navratil mescola sapientemente ritornelli gustosi e ricchi di enfasi a partiture lineari e dirette, tra metal melodico e hard neoclassico, ma senza quel tocco raffinato ascoltato ad esempio nei due album di Allen/Lande. Gli otto pezzi del dischetto, oltre alla cover del classico pop anni ’80 “Don’t Pay The Ferryman” (già riproposta dai Domain, a cui gli austriaci somigliano non poco), di originale non hanno nemmeno una nota, ma “Project Destiny” è assolutamente gradevole, ben suonato e prodotto. Il genere è stato spremuto come un limone negli ultimi anni, ma gli austriaci lo propongono in modo brillante e con estrema…dignità. Nulla di sconvolgente, ma potrebbero davvero piacere a molti.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. Project Destiny
02. Arrogance And Rapture
03. Cry In Despair
04. Dreams Never Die
05. Icarus
06. Inner Circe Symphaty
07. The Edge Of The Blade
08. Inner Demons
09. Don’t Pay The Farryman

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login