Profetus – Recensione: The Sadness of Time Passing

Va dato merito ai Bell Witch di “Mirror Reaperdi aver composto una pietra miliare ed al tempo stesso di averne posta una tombale sul Funeral Doom tutto, un requiem aeternam a cui ben pochi (un nome tra tutti, quelli degli Esoteric di Birmingham) possono sfuggire. I finlandesi Profetus hanno impiegato ben sette anni per dare un successore a “…to Open the Passages in Dusk” (“As all seasons die”, datato 2014, è un semplice EP, a dispetto dei quasi quarantaminuti di durata, mentre “Coronation of the Black Sun” del 2017 è la ristampa deluxe del primo demo), album a suo modo sorprendente nel recepire la lezione degli Shape of Despair accentuandone la componente epica delle melodie ed affidando ad un organo ‘70s il compito di essere carattere distintivo del suono. Purtroppo gli anni intercorsi tra il lavoro precedente e questo “The Sadness of Time Passing” (al netto di una registrazione decisamente più professionale) costringono l’ascoltatore e la musica stessa a confrontarsi con quanto è stato pubblicato nel settore, con la titletrack che si trova a scontare una vicinanza eccessiva proprio con i Bell Witch, al punto che dopo un accordo si può comodamente indovinare il successivo (e vi assicuro che tempo per indovinarlo ne avrete). Più suggestiva risulta la discesa tra le ombre di “Nostalgia”, che fluttua su riff tanto plumbei quanto efficaci, cori monastici e recitativi (qua e là affiorano persino  gli sparuti accordi di una chitarra acustica), mentre “Monumental Burial” suona claustrofobica quanto un pezzo dei Funeralium.

I Profetus in ogni caso dimostrano di essere maggiormente a loro agio nella compostezza del dittico finale, trenta minuti suddivisi tra la malinconia insistita di “Nothern Crown” e l’epicità di “Tiarna,” dove i cambi di tempo suggeriscono un malcelato amore per il prog.

Un buon disco, insomma, da una band che ha comunque perso l’occasione di stazionare in prima linea, che gli amanti del Funeral Doom apprezzeranno con poche riserve. Agli altri malcapitati cui toccherà l’ascolto, non resta che riflettere sul fatto che, più triste del tempo che passa, c’è solo quello che sembra non passare mai.

Etichetta: Saturnine Doom

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Sadness of Time Passing 02. Nostalgia 03. Momentary Burial 04. Northern Crown 05. Tiarnia
Sito Web: https://profetus.bandcamp.com/

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