Profanatica – Recensione: The Curling Flame Of Blasphemy

I Profanatica sono di diritto una delle più longeve realtà dell’undergorund estremo americano. Attivi dal 1990 al 1992 per volontà di tre membri della formazione originale dei ben più noti Incantation, i Profanatica vivono un lungo iato durato fino al 2001, quando il batterista e vocalist Paul Ledney rifonda la band per tornare a suonare old-school black metal.

“The Curling Flame Of Blasphemy” è la quarta prova in studio della band di New York. Come da copione Ledney e John Gelso (basso, chitarra) riesumano la loro visione di black metal oltranzista contaminato da elementi death, dove i ritmi sfiorano la lentezza del doom e la voce è un cavernoso growling che recita quelle litanie blasfeme che da sempre occupano il background lirico della band.

Non aspettiamoci dunque nessuna sorpresa da questi poco più di 35 minuti di suoni vorticosi e lo-fi che danno vita all’album, un disco che (pare inutile sottolinearlo), andrà a solleticare l’interesse del piccolo ma invincibile pubblico del panorama underground, che proprio non ne vuole sapere di una possibile “smerciabilità” del genere.

Le aspettative di costoro non saranno minimamente tradite dai Profanatica, che ribadiscono in toto il loro trademark attraverso delle tracce ruvide e maligne dove i tappeti di riff procedono cadenzati e pesanti, accompagnati da una sezione ritmica tellurica e monocorde. Gli ulteriori rallentamenti e i brevi innesti melodici, ovvero arpeggi o sporadiche soluzioni d’ambiente, spezzano l’unidirezionalità dell’ascolto, che tuttavia punta principalmente sull’impatto.

Al di là di una copertina e di un contenuto lirico che in tutta onestà paiono un po’ naif nell’anno di grazia 2016, i Profanatica garantiscono un ascolto impeccabile e senza cedimenti, dove l’incedere ritualistico di “Magic & Muhr” (arricchito anche dalla base ambient) e i rallentamenti e riverberi sepolcrali di “Rotten Scriptures”, rappresentano i momenti più intensi.

Profanatica - The Curling Flame Of Blasphemy

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Hells Headbangers Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ordained in Bile 02. March to Golgotha 03. Magic & Muhr 04. Black Hymna 05. Host Over Cup 06. Rotten Scriptures 07. Yahweh Rejected 08. Bleed Heavenly Kingdom 09. Vile Blessing 10. Curling Flame
Sito Web: http://profanatica.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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