Private Sessions

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Private Sessions

Hydrogyn

Track Listing

01. Something To Say
02. Forbidden Kind
03. Scream
04. I Don’t Know
05. Heated Nights
06. Creeper
07. Don’tcha Walk Away
08. Roseline’s Song
09. Feeling
10. Un Monde Perdu (Europe Bonus Track)
11. It Doesn’t Matter

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Ecco arrivati alla terza uscita discografica gli Hydrogyn, guidati dall’avvenente Julie Westlake, punta di diamante di un combo che certo non si distingue per originalità, inserendosi in quel filone delle female fronted band che fanno ben poco per andare oltre ad un hard rock arrabbiato non troppo, limitandosi salvo qualche eccezione a sfruttare la presenza femminile soprattutto per fattori di marketing.
Rispetto ai riferimenti del genere, solitamente operanti in territori più hard ed oscuri, quello più vicino è probabilmente Issa, rispetto alla quale gli Hydrogyn sono leggermente più heavy e dark oriented e pure francamente meno efficaci. Alcuni pezzi più diretti sono comunque meritevoli di menzione: “Scream”, che si lascia…urlare volentieri, come pure la dinamica “I Don’t Know”, che parte sinuosa per esplodere in un chorus potente e convincente. Bene, a modo suo, pure la ballad “Roseline’s Song” con le sue dolci armonie vocali. Alcuni buoni esempi di freschezza, insomma, pur all’interno di coordinate stilistiche sempre più inflazionate e di una proposta musicale un po’ superficiale ed artificiosa. Avvolgenti ed intriganti le atmosfere di “Un Monde Perdu”, bonus track europea che pure è fra le cose più interessanti del disco.
Un album a tratti piacevole e sicuramente di facile ascolto, in questo assolutamente in linea con il prodotto medio del genere. Il problema è la frequenza di filler, cosa che – considerata la breve durata complessiva – finisce per rivelarsi decisiva nel giudizio generale. Qualche riff di Jeff Westlake salva in qualche misura “Private Sessions”, che pure rimane per tutti i motivi citati in precedenza adatto soprattutto ad un pubblico di giovanissimi. Al terzo appuntamento discografico ci si aspettava qualcosa di più.

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