Jeff Scott Soto – Recensione: Prism

Tendenzialmente un ritorno di Soto a ciò che propose con gli Eyes diverso tempo fa. Un disco comunque cantautorale, intimo, dotato della solita classe vocale cui ci ha (ben) abituato. Detto questo, possiamo immaginare gli estimatori di Soto già in coda al proprio negozio di dischi di fiducia. Non basta, comunque, per liquidare ‘Prism’. A farla da padrone sono le emozioni e non i decibel, questa volta, e finalmente ‘Heaven Knows’ è il primo vero brano rock melodico ispirato dalla tragedia dell’undici settembre ad avere una dignità (eccettuato il repertorio di ‘The Rising’ springsteeniano, ma fuori dal nostro territorio), senza forzatamente scomodare buonismi ed arrangiamenti campanilistici stucchevoli. ‘Don’t Wanna Say Goodbye’ è la ballata al pianoforte, appoggiata da Soto sui velluti dei cori che lascia il posto ad una torrida ‘I Want To Take You Higher’, cover di Sly And the Family Stone impreziosita nel suo funk dal duetto con Glenn Hughes. ‘How Long’ è una canzone che si mangia gli Hardline e la concorrenza sul piano del class rock anni ottanta: spinta, agganci, cori appropriati, insomma, una ottima canzone rock. Si bilanciano subito i toni con la ballata seguente, ‘By Your Side’ prima del congedo di ‘Don’t Walk Away’. ‘Prism’, dunque, si candida come un disco dedicato ai cuori delicati, alle autostrade e ad essere certamente preso in considerazione all’interno del panorama melodico del nuovo secolo. “Semplicemente” un bel disco. Non è sempre una questione di decibel.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2002

Tracklist: Eyes Of Love
Heaven Knows
Don’t Come Easy
Don’t Wanna Say Goodbye
I Want To Take You Higher
Holding On
2 Late 4 Goodbye
Till The End Of Time
How Long
By Your Side
Don’t Walk Away

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login