Primal Fear – Recensione: Metal Commando

I Primal Fear saranno anche nati come progetto che sapeva di ripiego per il mancato ingresso di Scheepers nel Judas Priest, ma con il tempo sono diventati un punto di riferimento solidissimo per tutti gli amanti del classic metal. Una carriera certamente vissuta all’ombra dei giganti che nel passato hanno determinato le sorti del genere, ma che grazie alla fibra inattaccabile dei protagonisti e ad una qualità delle uscite sempre sopra media ha oggi riportato il gruppo a lavorare con una label come la Nuclear Blast, che per chi ha un certo indirizzo stilistico equivale a giocare nella squadra più forte del campionato. Non c’è quindi dubbio che con “Metal Commando” la band punti alla leadership assoluta della scena classic metal attuale e le potenzialità ci sono tutte.

Nessuna sperimentazione all’orizzonte quindi, ma questo credo fosse scontato, però è anche vero che ascoltando e riascoltando le canzoni emerge con sempre maggiore chiarezza quanto l’adesione all’idea stilistica di base e la ricercata uniformità nelle sonorità, si vada poi a declinare in un buon numero di variazioni e diversificazioni che sono inserite in modo quasi impercettibile ad un ascolto superficiale, ma che rendono la fruizione scorrevole e mai fonte di tedio. L’iniziale “I Am Alive”, ad esempio, è un classicissimo esempio di speed metal di maniera, ma Scheepers estrae dal cilindro un ritornello super-melodico che spiazza quel tanto per stamparsi in testa, senza per questo uscire troppo dal solco. Similmente, molte canzoni propongono qualcosa di particolarmente riuscito, fosse anche solo un parte di chitarra solista da manuale (“The Lost & The Forgotten”), un cambio di ritmo inserito con il giusto tempismo (“Halo”), o l’ennesimo refrain azzeccato (“My Name Is Fear”).

Se però la prima parte del disco è molto standard, nella seconda metà, evidentemente soddisfatti dell’obiettivo raggiunto, i Primal Fear ci regalano qualche variazione in più sul tema. “I Will Be Gone” è, ad esempio, una eccellente ballata acustica che si pone a metà tra il rock radiofonico americano degli anni ottanta e qualche accenno neo-classico. La stessa “Howl Of The Banshee” ha un andamento si heavy, ma più da Judas goes melodic metal (ovvero i Gamma Ray), che un po’ si discosta dal roccioso classicissimo di molte altre canzoni del gruppo. Fuori norma, in primo luogo per la durata, è anche la finale “Infinity”, una lunga canzone di 13 minuti che alterna momenti molto melodici e d’atmosfera, con altri più heavy e corposi. Un esperimento però davvero riuscito che si concretizza in un brano epico e di ampio respiro che non si attarda però in inutili ripetizioni e che quindi rimane scorrevole. I Primal Fear sono oggi la miglior classic metal band in circolazione? Ad ognuno il proprio metro di misura, ma di certo superare qualitativamente quanto proposto in questo “Metal Commando” non sarà facile per nessuno.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 01. I Am Alive 02. Along Came The Devil 03. Halo 04. Hear Me Calling 05. The Lost & The Forgotten 06. My Name Is Fear 07. I Will Be Gone 08. Raise Your Fists 09. Howl Of The Banshee 10. Afterlife 11. Infinity
Sito Web: http://www.primalfear.de

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login