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White Lion – Recensione: Pride

Nel 1987, i White Lion, supportati dalla major Atlantic ed aiutati dal mitico producer Michael Wagener,  diedero alle stampe “Pride”, un platter molto più ‘easy listening’ rispetto al notevole (e più hard oriented) debut album “Fight to Survive” con l’intento di raggiungere un pubblico sempre più vasto. I risultati non tardarono ad arrivare infatti il rock melodico a stelle e strisce proposto dalla band in questa seconda fatica discografica fu apprezzato anche da coloro che non erano avezzi alle sonorità marcatamente dure.

I White Lion potevano contare sulle gesta del funambolico Vito Bratta, uno dei più portentosi chitarristi degli anni ’80 abile a sparare ritmiche fantasiose ed assoli pregni di feeling (con Van Halen sempre nel cuore) nonché di una sezione ritmica (James Lomenzo al basso e Greg D’angelo alla batteria) certosina. La voce, dolce e malinconica, di Mike Tramp mandò in visibilio le teenagers (e non solo) dell’epoca che tra l’altro andarono in estasi anche per il look sgargiante e colorato sfoggiato dal singer danese.  

Il leone bianco ruggisce con il Class Metal di “Hungry” e nell’atletica “Don’t Give Up”, diverte con le scanzonate “Sweet Little Loving” e “All Join Your Hands”, incanta con la perla radiofonica “Wait” ed emoziona con le malinconiche “Lonely Nights” e “Lady of the Valley” (intramezzate da deliziosi passaggi acustici). L’affascinante ballad “When the Children Cry” (anch’essa plasmata con l’ausilio della chitarra acustica ma arricchita da un meraviglioso guitar solo elettrico) fa venire la pelle d’oca.

Il disco scalò le charts e rese questi quattro ragazzi delle rockstars nell’immediato.

Dopo il rilascio di altri due fantastici lavori, “Big Game” (1989) e “Mane Attraction” (1991), i nostri dovettero fare i conti con l’affermarsi del Grunge che minò il proseguimento della carriera della band che infatti si sciolse. Vito Bratta e Mike Tramp si dissero ‘arrivederci’ proseguendo ognuno per la propria strada. Il guitar hero americano, dopo aver collaborato al disco omonimo dei C.P.R. nel 1993, si ritirò dal music business lasciando un vuoto incolmabile nel panorama musicale mentre il singer danese formò i Freak of Nature e, in seguito, diede il via ad una carriera solista raggiungendo risultati altalenanti.

Sebbene ci furono diversi tentativi di risvegliare il leone bianco, la reunion ‘Bratta e Tramp’ non si materializzò mai piuttosto ci fu una battaglia legale tra i due sull’utilizzo del nome della band.Il cantante, dopo aver visto sfumare ogni possibilità, ritornò ugualmente con un nuovo album (“Return of the Pride”) sempre a nome White Lion ma questa è un’altra storia lontana dal sogno.

Etichetta: Atlantic Records

Anno: 1987

Tracklist:

01. Hungry
02. Lonely Nights
03. Don't Give Up
04. Sweet Little Loving
05. Lady Of The Valley
06. Wait
07. All You Need Is Rock 'N' Roll
08. Tell Me
09. All Join Our Hands
10. When The Children Cry


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