Pretty Maids – Recensione: Undress Your Madness

“Undress Your Madness” arriva tre anni dopo il buon “Kingmaker”, ed è il sedicesimo album degli inossidabili danesi Pretty Maids, che arrivano così a ben trentotto anni di carriera, costellata di hard rock sempre di ottimo livello, tra pochissimi bassi e molte canzoni da ricordare. Il chitarrista Ken Hammer e Ronnie Atkins alla voce, sono i membri fondatori originali, che con grande coerenza ed energia continuano a regalarci ottimi dischi, ogni tre o quattro anni, e performance dal vivo, sempre ruspanti e di grande coinvolgimento.

Sarebbe tutto nella norma fino a qui, ma qualche mese fa, al singer Ronnie è stato diagnosticato un cancro ai polmoni che ovviamente ha messo in allerta tutto il panorama metallico mondiale. Dopo un primo momento di ovvio smarrimento, le cure di Ronnie Atkins proseguono, sembrano avere risultati positivi, e la vita musicale della band continua con il previsto nuovissimo album. Cosa ci dobbiamo aspettare?

 “Undress Your Madness” è prodotto da Jacob Hansen (Volbeat), nel tentativo di dare al tutto un suono che unisca antico e moderno, senza snaturare lo stile ben riconoscibile della band e soprattutto di Atkins, che alterna come sempre una timbrica molto pulita a parti più roche e vigorose. Se l’iniziale “Serpentine” colpisce nell’impatto strumentale e nella strofa e cade un po’ sul ritornello, la seguente “Firesoul Fly“ è insieme corposa e ipermelodica, con un chorus finalmente brillante. La title track possiede un riffing possente ma qualche tocco un po’ troppo “moderno” e prosegue abbastanza anonima, cedendo il passo al piacevole romanticismo di “Will You Still Kiss Me”, vagamente Leppardiana.

 

“Runaway World” vive ancora su influenze modern rock unite a voci filtrate e fin troppo “lavorate”, mentre una chitarra dal suono “grosso” e imponente inaugura “If You Want Peace”, che procede senza grandi scossoni. Va certamente meglio con la power ballad “Shadowlands”, che ha qualche interessante intuizione melodica, che va in coppia con il tocco delicato della finale “Strength Of A Rose”, probabilmente il pezzo più riuscito del platter. Vorremmo poter parlare di un capolavoro, invece “Undress Your Madness” è solo un disco discreto, certamente con suoni attuali e di indubbia freschezza, ad ancora una voce dannatamente valida, mancano le melodie indimenticabili. Attendiamo ora Ronnie Atkins di nuovo sul palco!

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01.Intro 02.Serpentine 03.Firesoul Fly 04.Undress Your Madness 05.Will You Still Kiss Me (If I See You In Heaven) 06.Runaway World 07.If You Want Peace (Prepare For War) 08.Slavedriver 09.Shadowlands 10.Black Thunder 11.Strength Of A Rose
Sito Web: https://www.prettymaids.dk/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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