Pretty Boy Floyd – Recensione: Public Enemies

Sono passati ben quattordici anni dall’uscita dell’ultimo album in studio dei Pretty Boy Floyd intitolato “Size Really Does Matter” e da allora molta acqua è passata sotto i ponti e anche una ritrovata intesa tra gli storici componenti Steve Summers (voce) e Kirsty Majors (chitarra) che hanno finalmente messo da parte le loro divergenze per realizzare questo “Public Enemies” in cui troviamo anche un altro illustre ritorno quello di Keri Kelli (chitarra) quì solo ai cori e in veste di produttore.

Si può dire che questo lavoro è il naturale proseguimento dell’acclamato debutto “Leather Boyz With Electric Toys” sia in fatto di sonorità che anche di attitudine, sembra infatti che il tempo non sia mai passato per questi irriducibili glamster e che la voglia di divertire ed intrattenere sia rimasta inalterata. Quindi non bisogna far altro che rispolverare i vecchi scintillanti spandex, la bandana di ordinanza, cotonare un po’ i capelli e lasciarsi travolgere da queste quattordici composizioni scanzonate, divertenti e variopinte e sognare di trovarsi sul mitico Sunset Strip. Ascoltando questo “Public Enemies” ci troviamo al cospetto sia di tracce di vibrante e irriverente glam metal che riesce ad essere  ruvido e grintoso come nel caso dell’adrenalinica “Feel The Heat” e di “High School Queen”, ma anche morbido e delicato come nella ballata “We Can’t Bring Back Yesterday”.

Girls All Over The World” e “American Dream”ci riportano rapidamente ai fasti dei primi Motley Crue, mentre la melodica e ariosa “We Got The Power” rievoca i migliori Poison d’annata. Ma è con l’anthemica “Do Ya Wanna Rock” che la band da il meglio di se in una composizione travolgente nata appositamente per far baldoria e disturbare i noiosi vicini a suon di sfrontato rock’n’roll all’ennesima potenza. Poco importa se in questo “Public Enemies” ci sia assenza di innovazione, il disco fonda la sua forza nella ricerca del mai dimenticato e tradizionale sound degli anni ottanta e riesce in pieno il suo obiettivo forgiando quattordici gemme di old fashioned glam rock che renderanno felici tutti gli amanti di queste sonorità.