Mo Machine – Recensione: Prequel

Un trio di session man all’opera per “Prequel”. I Mo Machine giostrano con generi diversi, mostrandoci come possano interagire fra loro. I Mo Machine coniugano l’amore per il pop e il rock sofisticato, eseguito con una produzione pulita, facendo uso di assoli che, non ruggiscono, ma graffiano con classe. Nel loro caso potremmo affermare che ne uccide più la penna (del songwriting) che la spada (di produzioni edulcorate). Insomma una band poliedrica che oscilla fra atmosfere jazz in “Princesse Bag”, e sezioni vicine all’andatura di “Money” dei Pink Floyd in “Cream”. Dimostrano sensibilità, capacità di osservare attraverso angolature diverse, adottando uscite laterali che permettono di evitare soluzioni comode e prevedibili. “Fire” lascia posto alla più tranquilla, e pensosa, “Leave The Pain”, dagli interessanti intrecci vocali. “Prequel” è un disco che ama melodia, forza e testi che non risultano invadenti. La scontatezza lascia spazio alla fantasia degli innesti fra linee melodiche diverse, gli assoli, delicati, fanno sognare, mentre i tre s’impegnano nella ricerca di soluzioni alternative. Diciamo che suonano per il gusto di produrre qualcosa che piaccia prima a loro e poi al pubblico: “Time Is An Animal”. Nel finale “Disaster Pt.1”, buon mix di rock con larghe aperture jazzistiche, fatte di note acide soffiate dal sax di Alessandro Bosco, si dissolve e riparte in “Disaster Pt 2” che esplode in mille colori sgargianti, come se fossero proiettati da un occhio di bue impazzito. Chitarre immerse nel wah-wah, tastiere liquide e ritmica possente avvolgono la voce di Alessio Colosi, lasciandoci lo spazio necessario per poter gustare questa ricca ricetta, fatta di gustosi ingredienti.

Voto recensore
7
Etichetta: Rock Over Records / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Masterpiece
02. Lazarus
03. Princesse Bag
04. Cream
05. Blue Cause Of You
06. Fire
07. Leave The Pain
08. Time (Is An Animal)
09. Disaster Pt.1
10. Disaster Pt.2

Sito Web: http://www.myspace.com/lamacchinaossuta

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